Sui sentieri della bellezza

Gaetano Pallozzi artista dell’attesa

di Massimo Pasqualone

Si è spento a Sulmona una delle voci artistiche più significative d’Abruzzo, anima del Premio Sulmona, che aveva organizzato per quasi cinque decenni e che aveva portato a livelli internazionali, con i premi alla cultura, le presenze internazionali, qualche polemica sulla ripetuta partecipazione degli stessi artisti selezionati dal gruppo dei critici, come peraltro testimoniato dal presidente onorario del premio Vittorio Sgarbi, che definiva Pallozzi eterno e che aveva curato la sua ultima personale a Sulmona cinque anni fa.
Gaetano Pallozzi era nato a Sulmona novantacinque anni fa, città dove aveva vissuto e lavorato, formandosi presso il locale Istituto d’arte Gentile Mazara e dando vita ad una personale produzione artistica sul solco della grande tradizione figurativa abruzzese di otto e novecento, riscuotendo, fin dalla prima mostra personale a Napoli del 1958, un rapido consenso di critica e di pubblico, con opere che rappresentano la realtà sociale, l’osservazione della vita, l’ambiente urbano, in una sorta di sospensione metafisica che sempre contraddistingue il suo operato artistico.
Quattro presenze alla Quadriennale d’arte contemporanea di Roma, gli innumerevoli riconoscimenti, tra cui diversi premi alla carriera, la presenza costante nel mondo dell’arte abruzzese, con incoraggiamenti ai giovani artisti, hanno fatto di Gaetano Pallozzi un nume tutelare dell’arte regionale.
Ho avuto la fortuna di lavorare al suo fianco per ben tre edizioni del premio Sulmona, quando mi volle a rappresentare l’Abruzzo come critico d’arte sia nella commissione giudicatrice che in quella degli inviti ed assegnandogli alcuni riconoscimenti alla carriera nei premi che presiedevo.
Mi accoglieva nella sua casa di Sulmona e mi raccontava della scomparsa della moglie a cui era affezionatissimo, dei figli, delle difficoltà di organizzare il premio Sulmona per mancanza di fondi, nonostante una legge regionale ad hoc, ventilando la possibilità di saltare quella edizione che poi puntualmente riusciva ad organizzare con l’Associazione il Quadrivio ed incrementando la splendida collezione che ora a Sulmona fa bella mostra di sé e raccoglie le opere dei maggiori artisti contemporanei.

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