Politica

Pescara, Sospiri su vicenda Rancitelli e Rom a rischio Covid-19

Pescara. “Sulla vicenda di Rancitelli e dei rom residenti che avrebbero partecipato al funerale in Molise, esponendosi al rischio Covid-19, mi attendo che Prefettura e Questura competenti identifichino e denuncino quei cittadini che a Pescara, così come a Vasto, hanno messo a rischio la salute di tutti con un comportamento illegale e irresponsabile. Nessuno pensi di poter far finta che non sia accaduto nulla: controlleremo che tutte le procedure siano avviate in modo rigoroso, e che quei soggetti irresponsabili siano posti in quarantena, isolati, e controllati ventiquattro ore su ventiquattro, fatta salva la possibilità, altrimenti, di ricorrere a provvedimenti più restrittivi a tutela di tutti i residenti del quartiere e della città”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri intervenendo sul ‘caso’ di Rancitelli.
“Appena qualche settimana fa a Pescara si è sollevato un gran polverone, con un lungo strascico polemico, con minacce di denunce, interrogazioni di consiglieri comunali e multe puntualmente elevate contro quei cittadini che avevano portato il proprio saluto al porto di Pescara a un amico scomparso prematuramente a causa del Covid-19 – ha ricordato il Presidente Sospiri -. Parliamo peraltro di un rappresentante di spicco della marineria, un interlocutore delle Istituzioni, un punto di riferimento, un Pescarese con la ‘P’ maiuscola, e per la verità lo stesso addio sulla banchina del porto si era svolto con grande ordine e compostezza, e con il rispetto di tutte le prescrizioni imposte dall’emergenza sanitaria. Purtroppo, dura lex sed lex, doloroso ma necessariamente accettabile, se non si poteva, non si poteva e non si doveva fare. E ricordo quanti tra gufi di sciagure e cassandre hanno bacchettato poi il sindaco Masci per la scelta di riaprire la riviera di Pescara il primo maggio, e quali nefaste profezie di una nuova esplosione della pandemia per quelle passeggiate. Anche in questo caso abbiamo taciuto, perché era meglio fare attenzione. Ora però – ha rintuzzato il Presidente Sospiri – sul ‘caso’ di Rancitelli mi attendo lo stesso rigore, la stessa severità di quei giorni. Mi aspetto che Questura e Prefettura competenti procedano con l’identificazione puntuale e tempestiva e la denuncia di tutti i rom che a Pescara, così com’è accaduto per Vasto, e altrove, con il proprio comportamento illegale e irresponsabile, violando Decreti e ordinanze, hanno messo a rischio la salute di tutti partecipando a un funerale in Molise, in quello che si è rivelato un focolaio Covid-19, per poi tornare tranquillamente a casa e continuare con feste e fiere esponendo tutti al rischio di contagio. Ora nessuno pensi di poter far finta non sia accaduto nulla: di nuovo accendiamo i riflettori su Villa del Fuoco, vogliamo l’avvio dei protocolli sanitari da un lato, e di monitoraggio dall’altro, chiediamo l’isolamento dei soggetti che hanno partecipato al funerale in Molise e dei loro familiari conviventi e non che comunque sono stati in contatto, chiediamo che sia attivata la quarantena con un presidio fisso delle Forze dell’Ordine a monitorare che quei soggetti non lascino i propri domicili rischiando di far esplodere un nuovo focolaio a Pescara con conseguenze inimmaginabili. E se dovessimo riscontrare ulteriori violazioni di tali dispositivi, chiedo alle Forze dell’Ordine di valutare l’applicazione giustificata di provvedimenti ancora più restrittivi, considerando che tali soggetti hanno esposto tutta la città a un pericoloso rischio di contagio. Infine – ha aggiunto il Presidente Sospiri – abbiamo letto con grande attenzione le parole accorate e preoccupate di Don Max e dell’avvocato Di Credico, ai quali vanno le rassicurazioni della Regione Abruzzo: non abbiamo perso un solo giorno nelle procedure inerenti la riqualificazione di Rancitelli. Anche durante l’emergenza Covid-19 l’iter dei progetti avviati lo scorso febbraio è andato puntualmente avanti, abbiamo acclarato che il recupero del quartiere passa necessariamente attraverso l’abbattimento di quelle strutture che sono dei detrattori sociali ancor più che urbanistici, e procederemo senza alcuna remora né ripensamento. Rispetteremo i tempi in modo rigoroso, e daremo a Rancitelli un nuovo volto di speranza”.

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