Sui sentieri della bellezza

Castel Frentano e la poesia dialettale

di Massimo Pasqualone

Castel Frentano, in provincia di Chieti, è particolarmente conosciuto e rinomato per il bocconotto, un dolce tipico, ma anche la poesia dialettale da oltre cinquant’anni abita a Castel Frentano, in primis con il Premio Eduardo Di Loreto, nato agli inizi degli anni settanta, e poi nel ricordo di Camillo Di Benedetto, nato a Castel Frentano nel 1918 ed è morto a Lanciano nel 1992. Ha scritto poesie sin da ragazzo e ha partecipato a numerosi concorsi ottenendo sempre lusinghieri successi. Ha raccolto le sue poesie in diversi volumi, tra cui La pruteste del 1967, con le presentazioni di Saverio Basciano, Giovanni Nativio e Giuseppe Rosato; La mentucce l’ardiche” del 1976 con la prefazione di Lucio D’Arcangelo per le Edizioni Itinerari di Lanciano. Autore di canzoni dialettali, tra cui la notissima Fronne d’autunno, che racconta del martirio dei giovani di Lanciano, insorti contro i nazi-fascisti il 5 e 6 ottobre 1943, ha coltivato la poesia con convinzione, come scrive Antonio Fantini in una nota critica: “ I temi da sui trattati sono i soliti che si riscontrano in qualsiasi poeta ma hanno il grande pregio di una palese e bonaria autoironia. Spesso, infatti, il lettore si ritrova alla fine della poesia a sorridere non solo dell’autore, ma anche di se stesso e della sorte che tocca a ogni uomo, ovvero del suo meschino destino.”
Il premio è intitolato a Eduardo Di Loreto, medico, poeta dialettale, studioso di argomenti umanistici che nasce l’11 dicembre 1897 a Castel Frentano e muore il 20 dicembre 1958. Scrisse numerose canzoni premiate alla “Maggiolata” di Ortona ed è l’emblema della castellinità, come è stato definito da Patrizia De Santis, già sindaco del paese. Tra le sue pubblicazioni più significative Canzune de paese del 1952; Musiche d’organette del 1953. La casa editrice Itinerari di Lanciano ha pubblicato nel 1988 la sua opera omnia.
Da oltre cinquant’anni si sono avvicendati tutti i più importanti poeti d’Abruzzo e nella giuria hanno figurato nomi del calibro di Alessandro Dommarco, Giuseppe Rosato, Lucio D’Arcangelo, Guido Giuliante, Franco Nicolosi, il già citato Camillo Di Benedetto, Ottaviano Giannangeli, Vito Moretti, Umberto Russo, Giovanni Nativio, Emiliano Giancristofaro, Mario Micozzi.
L’ultima edizione, la quarantesima, è stata vinta con Quande arevì dal poeta lancianese Alessio Vittorio Di Meco. Al secondo posto si é classificato Luciano Flamminio di San Vito Chietino con Lu tempe ch’arimpiagne; terzo Ireneo Gabriele Recchia di Catignano con il componimento Sciore. Hanno ricevuto, inoltre, una segnalazione di merito altri undici poeti: Francesco Ciccarelli di Spoltore con la poesia “À ‘rrevate l’autunne”, Giuseppe Consalvi di Sant’Eusanio del Sangro con la poesia “Mo’ avaste”, Fernando D’Annunzio di Vasto con la poesia “Lu dialètte”, Antonio Del Beato Corvi di Sulmona con la poesia “Cale la sere”, Carlo Di Camillo di Castel Frentano con la poesia “Lu tatuagge”, Enea Di Ianni di Villalago con la poesia “Ariècche …”, Caterina Franchetta di Pescara con la poesia “Pe’ na fronne de rose”, Dario Lauterio di Torre de’ Passeri con la poesia “La lutema pustale”, Diana Scutti di Roccascalegna con la poesia “S’arbellicce”, Tommaso Stella di Arielli con la poesia “Da tempe a tempe”, Rosanna Zenobi di Giulianova con la poesia “La conghe”.

Related posts

La poesia al tempo del coronavirus: sei visioni e previsioni della parola

redazione

Le parole di Romolo Abbonizio

redazione

Rino Panza, 007 del dialetto

redazione

Lascia un Commento

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. OK Continua a leggere

Privacy & Cookies Policy