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Le prime dichiarazioni in biancazzurro mister Andrea Sottil

Pescara. Il nuovo tecnico #BiancAzzurro, Andrea Sottil, 46 anni, originario del Torinese, è arrivato ieri sera in città dopo un lungo e pesante viaggio, ma è già prontissimo a mettersi in gioco.

“Quello di ieri (dalla Sicilia) è stato un viaggio impegnativo, ma… per fortuna con il Catania è andato tutto per il meglio. Non vedevo l’ora”.

Il tecnico, infatti, ha risolto con la società etnea un contratto triennale che sarebbe scaduto a giugno 2021, e lo ha fatto per buttarsi a capofitto nella nuova avventura che a livello emozionale lo coinvolge pienamente. In mattinata si è sottoposto a tampone e test sierologico di rito, per le note misure anti-Covid, mentre nel pomeriggio il primo allenamento.

Il suo entusiasmo è coinvolgente. “Felice della chiamata. Non ho esitato un attimo. Pescara, oltre ad essere una città bellissima, è soprattutto una grande piazza che vanta di una solida tradizione calcistica. L’ambiente, in un certo senso, mi è già familiare visto che mio figlio Riccardo (adesso alla Fiorentina) l’anno scorso ha giocato qui e io spesso e volentieri sono venuto all’Adriatico a vederlo. Diciamo che questa realtà l’ha scoperta lui (Riccardo) e oggi tocca a me mettermi in gioco sullo stesso palcoscenico: sono pronto”.

Il fatto che si senta pronto, probabilmente era proprio quello che desiderava, lo dimostra la circostanza di aver accettato un contratto di appena due mesi, rinunciando al certo per l’incerto: una scelta coraggiosa.

“Caratterialmente sono abituato a dimostrare prima di avere, perciò il mio obiettivo è concentrarmi solo sulle prossime sei partite. Sono consapevole di dover allenare una squadra con qualità, la quale non merita il posto in classifica in cui si trova ora. Il mio scopo adesso è di conquistare quei punti che ci tengano lontani dalla zona pericolosa e dare il massimo in queste ultime sei gare di campionato”.

La prima venerdì, contro il Perugia dell’ex Serse Cosmi, la quale, per Sottil, non rappresenta un semplice esordio, ma il raggiungimento di un traguardo: la serie B. Infatti, pur avendo una carriera da allenatore abbastanza lunga, una gavetta di una decina di anni tra C e D con due promozioni conquistate (l’ultima con il Livorno, dalla C alla B), la cadetteria non l’aveva mai assaporata. Ora è arrivato il momento, l’opportunità è servita.

“La serie B l’ho sempre rincorsa, finalmente l’ho raggiunta e non ho nessuna intenzione di farmela scappare. Ci tengo davvero molto, sono lucido, sereno e determinato a dare il massimo. Ringrazio la dirigenza e sono onorato di poter rappresentare il nome del Pescara. Parliamo di una squadra importante, di una società organizzatissima, di una tifoseria esigente e calorosa. Sono davvero contento e pronto a mettermi all’opera”.

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