Economia

Proposte alla Regione per i liberi professionisti Abruzzesi nella fase post emergenziale Covid-19

L’Aquila. DOPPIO INCONTRO nella settimana appena passata della Giunta di Confprofessioni Abruzzo, prima con i Presidenti Marco Marsilio e Lorenzo Sospiri, a cui ha partecipato quasi la totalità della Giunta di Confprofessioni Abruzzo (in foto dal Presidente Marsilio verso la sua sinistra, l’Avv. Marcello Pacifico dell’ANF, la Consulente del Lavoro Lucia Scarpone dell’ANCL, il Medico di famiglia Franco Pagano della FIMMG, il Commercialista Ettore Perrotti dell’UNGDCEC, il Perito Industriale Maurizio Papale dell’ANTEC e il Medico Veterinario Marco Della Torre) , e dopo due giorni, con l’Assessore Mauro Febbo, che ha fortemente voluto Confprofessioni Abruzzo al tavolo di concertazione per i bandi regionali post Covid, insieme alle altre associazioni datoriali e sindacali (come poi appreso, non eravamo inizialmente presenti nell’elenco ufficiale designato dalla dirigenza regionale).
Nel primo incontro è stato descritto, da ogni membro della Giunta di Confprofessioni Abruzzo per la propria realtà professionale, il difficile quadro congiunturale, delineando e suggerendo alcune possibili soluzioni per il futuro, ma cercando soprattutto di far capire ai Presidenti che la Confederazione, grazie alle 13 singole Associazioni Professionali operanti sul territorio, è in grado di dare un supporto tecnico a 360° per un’ottimale ripartenza, dopo questa tremenda sciagura: basta volerlo.
In questo momento particolarmente delicato di emergenza epidemiologica, oltre alle iniziative generali attivate dal Governo, possono essere promosse ulteriori misure a sostegno delle imprese e dei lavoratori da parte degli enti territoriali, con l’obbiettivo di permettere a imprese, lavoratori autonomi e liberi professionisti, di proseguire la propria attività professionale, nel massimo dell’efficienza e dell’efficacia.
Nell’occasione del secondo incontro Confprofessioni Abruzzo ha presentato un documento, elaborato grazie anche al prezioso aiuto dell’Ufficio Studi Nazionale di Confprofessioni, che indica alcune possibili soluzioni per integrare e sostenere il tessuto produttivo della Regione, attraverso investimenti mirati, alleviando così l’impatto della crisi sanitaria e favorendo di fatto un’agile ripresa delle attività lavorative per i liberi professionisti e gli studi professionali del territorio.
“Sono 4 i macro-temi su cui auspichiamo un intervento delle risorse regionali disponibili come peraltro già fatto in altre regioni italiane (in primis Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Molise, Sicilia, Trentino Alto Adige e Veneto, ma anche altre regioni stanno provvedendo)” spiega il Presidente Marco DELLA TORRE:
Fiscalità di Vantaggio: la Regione per quanto di sua competenza potrebbe studiare una riduzione delle aliquote fiscali o favorire le assunzioni negli studi professionali di giovani neolaureati o professionisti da poco iscritti agli Ordini, al fine di ridurre un triste fenomeno, quello della mancata iscrizione o cancellazione dagli Ordini Professionali con conseguente fuga di ragazzi, spesso super preparati, al Nord o in altri stati esteri/multinazionali, che ci vede purtroppo regione leader nel Meridione già da qualche anno e che comporta come logica conseguenza un depauperamento del know-how regionale e perdita di menti fresche e pronte a sostenere la crescita di una regione da qualche anno ferma al palo e, perché no, il welfare previdenziale delle Casse di Previdenza Professionali.
Formazione: Proponiamo l’utilizzo dello strumento dei voucher formativi per l’implementazione del digitale nello studio professionale, per lo sviluppo della capacità manageriale dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti e per la gestione dei cambiamenti organizzativi.
Liquidità: La Regione potrebbe intervenire per l’abbattimento totale degli interessi e delle spese per le pratiche relative alla liquidità e all’accesso al credito degli studi professionali con un’unità locale e/o sede legale nel territorio dell’Abruzzo.
Smart-working: Gli studi professionali hanno avviato investimenti su questo tema, anche grazie alle misure di sostegno messe a disposizione dalla bilateralità del settore (Ebipro e Fondoprofessioni), a dimostrazione del fatto che questa modalità sarà utilizzata anche per la fase della ripresa: potrebbero essere molto richieste ed utilizzate ulteriori misure di finanziamento a sostegno dell’adozione di modelli innovativi di organizzazione del lavoro e l’adozione di adeguata strumentazione informatica, mantenendo la produttività dello studio professionale e il benessere e la tutela della salute dei lavoratori e delle lavoratrici.
Oggi Confprofessioni raggruppa un sistema produttivo composto da oltre 1 milione e mezzo di liberi professionisti per un comparto di 4 milioni di operatori che formano il 12,5 % del Pil nazionale.
Confprofessioni Abruzzo, con delibera della Giunta della Regione Abruzzo n. 493/2011, è stata riconosciuta parte sociale e come tale inserita nell’elenco contenuto nell’allegato B delle organizzazioni ed associazioni, approvato con DGR n. 239/08 come modificato ed integrato con la richiamata delibera
“Quando c’è o c’è stata una tragedia, e purtroppo per l’Abruzzo non è la prima, bisogna sempre ripartire con ottimismo e forza di volontà (e gli Abruzzesi purtroppo e per fortuna l’hanno già abbondantemente dimostrato in più di un’occasione), ma essere anche pronti a riscrivere quelle regole sbagliate del passato che, attraverso una burocrazia e un fisco sempre più opprimenti, hanno fatto tirare il “freno a mano” anche a quelle professionalità, che con il loro lavoro intellettuale e con firme e timbri progettuali hanno fatto volare in alto in passato intere realtà regionali. Per ringraziare l’attuale Giunta Regionale di averci fatto finalmente partecipare, anche se in punta dei piedi, a una fase progettuale, ci siamo permessi di regalare ai vari Assessori, al Governatore Marsilio e al Presidente del Consiglio Regionale Sospiri il “Libro delle Professioni 2019”, un elaborato di Confprofessioni, che attraverso dati ISTAT fa il quadro di tutte le realtà professionali nelle singole regioni e dimostra con tabulati di facile consultazione quanto il PIL delle singole realtà territoriali italiane sia legato proporzionalmente alla crescita delle attività libero professionali nel nostro Belpaese”.

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