Cronaca

Muore a Ovindoli dopo un malore il direttore regionale di Confcommercio Celso Cioni

L’Aquila. Il direttore generale di Confcommercio regionale de L’Aquila, Celso Cioni è morto improvvisamente in seguito ad un malore questa mattina mentre era in bici con la moglie.
“La scomparsa di Celso Cioni è una triste notizia per la città dell’Aquila e per l’intera Regione Abruzzo. Ho avuto il privilegio di conoscerlo e di apprezzarne la correttezza, la competenza e la dedizione nel lavoro a servizio della comunità. In questo momento di profondo dolore, voglio esprimere le più sincere condoglianze per la prematura perdita alla famiglia e a tutti i suoi cari”. Lo afferma Sara Marcozzi, Capogruppo M5S in Regione Abruzzo.
Il segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri, a nome di tutto il sindacato, esprime profondo cordoglio per la scomparsa del direttore regionale di Confcommercio, Celso Cioni. “Ci lascia una persona affidabile, leale, generosa e premurosa – afferma Ranieri – Di lui ricorderemo l’impegno nei terribili anni del terremoto e le attività portate avanti per lo sviluppo del territorio e della sua economia. Alla famiglia vanno le più sentite condoglianze e l’abbraccio di tutta la Cgil Abruzzo Molise”.
Così Goffredo Palmerini: “Apprendo con sconcerto e dolore la notizia dell’improvvisa scomparsa di Celso Cioni. Al di là dei sentimenti di amicizia e fraternità che ci hanno legato da anni, la sua perdita priva la città e l’intero territorio aquilano di una delle intelligenze più attente, generose, originali e dinamiche in campo politico, economico e sociale. Un uomo che mai si è risparmiato nella difesa delle prerogative dell’Abruzzo interno e nell’affermazione delle sue vocazioni più spiccate, nella visione di un presente e di un futuro che sulle straordinarie potenzialità del territorio interno e montano facesse affidamento. Su queste tematiche egli si è speso nel suo lavoro come direttore della Confcommercio, come cattolico impegnato in politica, come Consigliere comunale dell’Aquila e come Assessore provinciale. Sempre nella chiarezza delle sue posizioni, sia in campo economico, che politico e istituzionale, talvolta portate all’attenzione della comunità con gesti di fortissimo impatto emotivo e comunicativo. Una straordinaria dote, quella di Celso, nel saper richiamare efficacemente l’attenzione con un gesto, una testimonianza fulminante, poche efficacissime parole. Con Celso abbiamo fatto un tratto di strada insieme, in seno alla Dc e nel Partito Popolare, poi nella Margherita. Nel 2002 fu candidato Sindaco per il Centrosinistra in competizione con Biagio Tempesta, che correva per il suo secondo mandato nel quale fu riconfermato. Celso portò in Consiglio comunale, come già aveva fatto dal 1990 al 1993, la sua passione civica, la sua proposta amministrativa – sebbene dall’opposizione -, la visione dello sviluppo della città che era stata alla base della sua proposta programmatica alla città. Con grande generosità, senza risparmiarsi, con il suo tratto distintivo fatto di capacità dialettica e di sottile ironia, ma sempre nel rispetto dell’avversario. Insieme abbiamo condiviso gli scranni di Palazzo Margherita dal 2002 al 2007, nel frattempo egli avendo anche costituito nel 2004 una Lista civica per le Aree interne nelle elezioni provinciali a sostegno della candidatura di Stefania Pezzopane, poi Presidente della Provincia, nella cui amministrazione Celso Cioni fu competente e propositivo assessore all’urbanistica. Subì per questa sua scelta anche le critiche interne del partito – la Margherita – dal quale uscì. Lo voglio ricordare così, l’amico Celso, con la sua determinazione, la propensione al sorriso e alla lotta, la sua schiettezza, il coraggio delle scelte e l’ardimento nel portare la sua battaglia con scelte e gesti di vera avanguardia politica e sociale. Basti qui ricordare tutte le sue posizioni e denunce poste in essere negli anni del post terremoto, richiamando con energia e nettezza la classe politica dirigente ad ogni livello alla necessità di scelte forti ed adeguate, per ridare prospettive all’economia dell’Aquila e del suo territorio e occupazione alle giovani generazioni, spesso spinte a cercare altrove il loro futuro. L’Aquila gli è grata per la passione e l’amore che sempre hanno animato le lotte e le giornate di Celso Cioni”.

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