Cultura e eventi

Presentazione del libro di Licio di Biase “La Piazzaforte di Pescara”

Pescara. “Scrisse Marc Bloch nella sua opera (incompiuta) “Apologia della storia o mestiere di storico”: “Il passato è per definizione un dato non modificabile, ma la conoscenza del passato è una conoscenza in fieri, che si trasforma e si perfeziona incessantemente”; una frase che ci induce a ritenere che una ricostruzione storica possa non essere completa, ma essere continuamente arricchita nel tempo dal riemergere di notizie, memorie ed elementi spaziali.

E così nel caso della Piazzaforte di Pescara ritengo doveroso intraprendere un ulteriore approfondimento anche se molti studiosi hanno dedicato tempo e pubblicazioni all’argomento e a cui nel mio volume “La grande storia- Pescara Castellamare dalle origini al XX secolo”, pubblicato dieci anni fa, ho riservato ampio spazio.

Dopo dieci anni da quel libro ho ritenuto opportuno soffermarmi nuovamente sulla storia della Piazzaforte alla luce di tanti nuovi documenti rinvenuti durante le mie ricerche che mi hanno fornito elementi per perfezionare la ricostruzione, primo fra tutti il ritrovamento di una delibera del Consiglio Comunale di Pescara del 12 dicembre 1869 in cui il Sindaco di quel tempo, Gennaro Osimani, cita il Re Vittorio Emanuele II quando il 17 ottobre del 1860 entrando nella Piazzaforte pronunciò la famosa frase “Oh, che bel sito per una grande città commerciale. Bisogna abbattere queste mura e costruire su questo fiume un porto e Pescara in men di un secolo sarà la più grande città degli Abruzzi!”. Una frase su cui non vi era certezza che fosse stata realmente pronunciata, ma per mezzo di quel documento tutti i dubbi sono stati fugati. Sono interessanti, inoltre, le considerazioni che il Sindaco fa in un lungo intervento, che ho riportato integralmente, circa la necessità dell’abbattimento della Piazzaforte su cui, ancora oggi, la città piange e si interroga. Ma le parole di Osimani ci contestualizzano la vicenda e, forse, il tragico smantellamento ci appare come a quel tempo fosse inevitabile.

E, poi, altre notizie e foto. Per conoscere sempre meglio questa nostra piccola, ma importante città, crocevia da almeno due millenni tra il nord e il sud, tra l’est e l’ovest.

Luogo di incontro e pertanto molto contaminato. E la contaminazione è importante perché arricchisce la crescita, anche se rischia di condurre al totale oblio del passato. Ecco perché proseguiamo nel ricercare fonti e notizie, e a scrivere

Licio Di Biase

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