Politica

Pescara, Foschi su ‘caso’ impianto sportivo Yale

Pescara. “Diventa un giallo la gestione dell’impianto sportivo Yale, situato in pieno centro cittadino, a due passi dall’Ospedale civile di Pescara. In sostanza l’interno della struttura, che è di proprietà privata, sarebbe stato occupato da un cittadino straniero che di fatto avrebbe trasformato quegli uffici di coordinamento in una vera e propria abitazione. Ma non basta perché quello stesso cittadino sarebbe già stato protagonista di alcuni episodi di aggressione anche ai danni dei ragazzi che transitavano sulle aree comunali per raggiungere il campo di pallavolo, tanto che appena ieri pomeriggio è stato necessario l’intervento delle Forze dell’Ordine per riportare la calma. A questo punto è evidente che l’amministrazione comunale deve prendere in carico il ‘caso’ per tutelare i ragazzi che hanno il diritto di transitare sulla pubblica via, fermo restando che a febbraio 2021 scadranno anche i termini della concessione di tutto l’impianto che dunque dovrà tornare al Comune libero da eventuali occupanti”. Lo ha detto il Presidente della Commissione Sicurezza Armando Foschi al termine della seduta congiunta odierna con la Commissione Sport presieduta da Adamo Scurti. Presenti anche l’assessore alle Politiche sociali Nicla Di Nisio e il maggiore della Polizia municipale Adamo Agostinone, oltre che i privati titolari della concessione e dell’Associazione polisportiva Yale.
“La vicenda, proposta dal collega Scurti, presenta diversi lati oscuri che meritano sicuramente un approfondimento – ha sottolineato il Presidente Foschi -. Il primo passo è capire come abbia fatto il cittadino straniero a occupare la struttura afferente l’impianto sportivo Yale, tanto da riuscire anche a realizzarvi la propria abitazione, dove vive, sembrerebbe anche un minore. Proprio la presenza di una bambina, sembra che nei mesi scorsi, abbia determinato un sopralluogo dei Servizi sociali comunali, i quali però non avrebbero rilevato situazioni di allarme. E in tal senso l’amministrazione comunale non ha molti margini di intervento perché, come ha rilevato il maggiore Agostinone, supportato peraltro dal consigliere Rapposelli che è legale di professione, è il privato concessionario, dunque la Polisportiva Yale, a dover eventualmente aprire un contenzioso con il cittadino che avrebbe occupato la struttura avviando le procedure prima con una denuncia, quindi con uno sgombero del manufatto, anche perché a febbraio quella struttura dovrebbe tornare al Comune libero. Discorso diverso, invece, il clima minaccioso che si starebbe creando nel quartiere tanto che appena ieri ha determinato l’ennesimo intervento delle Forze dell’Ordine: nel mirino del cittadino straniero sarebbero finiti i ragazzi che, accompagnati dai genitori, attraversando la stradina comunale che costeggia il nuovo parcheggio in via del Circuito, per arrivare al campo di pallavolo di Yale, sarebbero stati bersaglio di un lancio di sassi e di palloni, riuscendo a schivarli solo per pura fortuna. Peraltro, a tal proposito, gli stessi titolari della polisportiva avrebbero anche annunciato denunce a carico del presunto aggressore. E questo è sicuramente un aspetto della vicenda che va chiarito perché nessuno può impedire a dei ragazzi, ma anche a tutti gli altri cittadini, di transitare su aree di proprietà comunale, ovvero pubbliche, dunque chiederemo al Comandante della Polizia municipale di approfondire l’accaduto. Così come – ha proseguito il Presidente Foschi – chiederemo all’Ufficio urbanistica e Lavori Pubblici del Comune di verificare, attraverso il Settore Abusi, se nell’area di Yale siano effettivamente state realizzate o meno delle opere abusive, come scivoli per l’accesso carrabile di vetture private o l’abbattimento di mura di cinta e recinzioni, come sarebbe emerso oggi nel corso della Commissione. Ovviamente – ha aggiunto il Presidente Foschi – continueremo a seguire la vicenda, anche riconvocando in Commissione le parti in causa, al fine di ripristinare un clima di tranquillità nel quartiere e tra le famiglie che frequentano la struttura sportiva, prima che la situazione da calda diventi incandescente”.

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