Cultura e eventi

Pescara, il bilancio della seconda edizione de ‘La Festa della Rivoluzione’

Pescara. “A inizio estate ci siamo interrogati a lungo sul come organizzare la seconda edizione de ‘La Festa della Rivoluzione, e soprattutto se fosse giusto farla visto il momento storico che stavamo vivendo, con l’emergenza Covid-19. Poi ha prevalso l’importanza della ricaduta economica di un tale evento in una città come Pescara che vive del suo movimento. E i numeri in termini di presenze, adesioni, di partecipazione del pubblico ci hanno dato ragione. Ora pensiamo alla terza edizione che, possiamo già anticipare, sarà legata ai concetti di ‘Velocità e Movimento’”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri nel corso della conferenza stampa indetta con il sindaco di Pescara Carlo Masci per tracciare un bilancio della seconda edizione de ‘La Festa della Rivoluzione – d’Annunzio torna in Abruzzo’, conclusasi esattamente una settimana fa, e aprire lo scenario dell’edizione 2021.
“Tracciare i bilanci corrisponde a un esame di coscienza sul funzionamento o meno di un evento – ha detto il Presidente Sospiri – e c’è un Video che testimonia ciò che è avvenuto in sette giorni a Pescara e sento di poter dire che la settimana dannunziana ha registrato un grande successo, soprattutto se paragonato all’esiguità di risorse pubbliche spese, pari a circa 100mila euro per sette giorni di eventi, con tutte le spese aggiuntive derivanti da una serie di obblighi di distanziamento e sicurezza. Malgrado tale scelta di esiguità, ciò che è avvenuto per attrattività e dimensioni è stata una manifestazione che è ormai di risonanza nazionale e internazionale di grande successo, in cui abbiamo sempre garantito la sicurezza, pur con un imponente overbooking registrato per ogni appuntamento, benchè le location scelte fossero pure corpose. E parliamo di un successo di attenzione e di marketing territoriale: pensiamo che tutta la stampa, i social, le emittenti televisive, nazionali e internazionali, si sono interessati a quanto stava accadendo a Pescara, senza dimenticare il successo culturale, testimoniato dalla presenza di personaggi come Mieli, Serra, Parenzo, Castellitto, Jodice, gli artisti del TSA e molti altri, eventi tutti gratuiti. E l’interesse è evidente anche nel fatto che tutti i relatori chiamati per l’analisi della Carta del Carnaro, titolari di cattedre di diritto internazionale nelle maggiori Università italiane ed europee, a partire dall’Ambasciatore Serra, sono venuti al netto del rimborso delle spese di viaggio. E il successo ottenuto è miracoloso per il tempo in cui si è svolta la manifestazione, appunto in emergenza Covid-19, per le risorse pubbliche investite e perché tutti hanno compreso che promuovere la terra e la città con d’Annunzio prima, e con il rapporto tra d’Annunzio e Flaiano poi, più in generale agganciare la bellezza della città a d’Annunzio porta benefici di scala. Pensiamo che in tre singoli eventi che si sono svolti in piazza Salotto abbiamo registrato 2.100 persone sedute, fra l’appuntamento con la Nazionale Italiana, il Concerto del Conservatorio, patrocinato dall’Ente Manifestazioni Pescaresi, e il Concerto finale con la Medit Orchestra, Angelo Valori e Fabrizio Bosso. Ogni evento ha visto la presenza di almeno 700 persone, numero massimo anti-Covid-19, quindi 2mila persone che si sono alternate e che, immagino, hanno mangiato da qualche parte nella nostra città, hanno preso il caffè nei nostri bar, e hanno sostato o magari dormito in qualche nostra struttura. Dunque è innegabile che si ascolta un giudizio universalmente positivo dei contenuti della manifestazione e della ricaduta di portata nazionale che la rassegna ha portato a Pescara e all’Abruzzo”. “Sono contento di com’è andato il festival – ha aggiunto il sindaco Masci -, la manifestazione più importante che si è svolta in Italia nell’ultimo scorcio d’estate. Tutti i media hanno parlato della rassegna e di d’Annunzio, non solo chi ne parla generalmente bene, ma anche chi ha avuto tradizionalmente una posizione critica e che invece oggi riconosce a d’Annunzio il ruolo di Vate. Abbiamo abbattuto una barriera culturale e non era semplice farlo, né era marginale, piuttosto era una sfida impossibile, e invece ci siamo riusciti grazie a idee chiare e obiettivi concreti di un’organizzazione perfetta pur tra mille difficoltà. Poi l’aspetto sociale dell’evento, che ha fatto riemergere la voglia dei pescaresi e non di relazionarsi, di socializzare, di ritrovare un momento d’incontro per stare insieme in sicurezza e tranquillità. Poi l’aspetto della città che ha reagito: consideriamo che a Casa d’Annunzio si è registrato un boom di presenze nella settimana dannunziana nonostante il Covid-19 abbia imposto la chiusura parziale della struttura, perché d’Annunzio sta diventando un brand di attrazione turistica, che andremo ad ampliare con l’organizzazione dei Parchi letterari e legando il nome di Pescara a quello d’Annunzio, anche nei loghi istituzionali affinchè diventi un elemento di riconoscimento mondiale. Il ringraziamento va ovviamente alla Regione Abruzzo che ha puntato su d’Annunzio e su Pescara”. “Ora guardiamo al futuro – ha aggiunto il Presidente Sospiri -, innanzitutto pensiamo a un’organizzazione unica dei 4-5 eventi culturali principali della regione, come la Perdonanza, i Cantieri dell’Immaginario, la Transumanza, d’Annunzio, il Medioevo, che vanno messi in rete e quando portiamo l’Abruzzo nel mondo dobbiamo divulgare tali eventi insieme ai luoghi, le nostre colline, le montagne, cui si aggiunge la risorsa del mare, come se fossero legati da un unico filo conduttore, per promuovere la ‘vacanza slow’ che ha una buona offerta turistica di livello internazionale. Per la terza edizione de ‘La Festa della Rivoluzione’ possiamo già anticipare che sarà legata al tema della ‘Velocità e del Movimento’”.

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