Cronaca

Si conclude a fine mese l’azione di citizen science sui gechi lanciata in aprile da WWF e SHI

«Aggiornati, grazie a centinaia di segnalazioni, i dati di diffusione in Abruzzo»

Pescara. Una grande voglia di contribuire all’aumento delle conoscenze. Partecipanti di tutte le età. Non solo gechi: fotografati anche altri rettili e anfibi. Un dato persino dall’Africa

Ultimi giorni utili per l’azione di citizen science lanciata il 24 aprile scorso, in pieno lockdown, dal WWF e dalla Societas Herpetologica Italica (SHI) Sezione Abruzzo e Molise: l’associazione ambientalista e il sodalizio scientifico avevano chiesto a tutti i cittadini che ne avessero voglia di scoprire, fotografare e segnalare i gechi che vivono di solito sui muri esterni delle nostre abitazioni. I dati e le immagini andavano inviati (e sarà ancora possibile farlo sino al 30 settembre prossimo) al WWF Chieti-Pescara, che ne ha curato la raccolta, all’indirizzo mail chietipescara@wwf.it

«I gechi – spiega il responsabile regionale della SHI Marco Carafa – sono piccoli e innocui sauri che cacciano prevalentemente nelle ore crepuscolari, ma che si possono osservare, su muri e pareti verticali, anche in pieno sole. Ci siamo affidati ai cittadini, costretti dal Covid a restare a casa, per cercare di realizzare una mappatura più completa della loro presenza e i risultati sono stati eccezionali: oggi sappiamo che entrambe le specie presenti in Abruzzo, Hemidactylus turcicus, detto geco verrucoso, con abitudini più spiccatamente notturne, e Tarentola mauritanica, o geco comune, sono più diffuse di quanto era noto prima di questa importantissima campagna».

«Segnalazioni – ricorda la coordinatrice del progetto Nicoletta Di Francesco, responsabile conservazione SHI Abruzzo e presidente del WWF Chieti-Pescara – ci sono arrivate da ogni angolo della Regione e anche da altre località. Diversi bambini hanno chiesto ulteriori informazioni su questi affascinanti sauri. Stefano, 8 anni, ci ha mandato invece la foto di un magnifico ramarro che incontrava ogni giorno vicino casa durante le brevi passeggiate con il suo cagnolino. Altri cittadini, dopo il lockdown, hanno continuato a inviarci immagini e dati di anfibi e rettili trovati durante le passeggiate nei parchi o in montagna: rospi smeraldini, saettoni, vipere… tutte informazioni preziose. La foto più originale è certamente quella arrivata da Nicola Dell’Arciprete, abruzzese che lavora in Africa, che ha sorpreso nel giardino della sua casa a Nairobi un magnifico maschio di camaleonte di Jackson: sono lontano, ci ha scritto nel maggio scorso, ma volevo comunque partecipare anche per sentirmi più vicino ai miei corregionali in un momento così difficile».

Dal 24 aprile a oggi sono arrivati oltre 200 dati da persone di tutte le età, accomunate dalla voglia di partecipare e di contribuire al progresso delle conoscenze, proprio nello spirito che è alla base della citizen science. Ricordiamo che anche in questi ultimi giorni le segnalazioni, corredate da una foto, devono indicare l’ora, la data e il posto preciso (l’indirizzo o, se possibile, le coordinate GPS) dell’avvistamento. Vanno inviate via mail a chietipescara@wwf.it indicando nell’oggetto “segnalazione gechi”. Nel caso il segnatore non voglia essere citato deve specificarlo nella mail: i dati raccolti saranno utilizzati per testi scientifici nei quali tutti i cittadini partecipanti saranno ringraziati per il loro prezioso contributo, sempre nel pieno rispetto delle norme sulla privacy.

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