Cultura e eventi

Zaffiri su cerimonia-evento per riconsegna tela ‘La Figlia di Iorio’ restaurata

Pescara. “E’ finalmente tornata nella sua sede naturale, nell’omonima sala del Palazzo della Provincia, la Tela ‘La Figlia di Iorio’, l’opera d’arte di Francesco Paolo Michetti sottoposta a un importante restauro da parte della Sovrintendenza ai Beni Culturali dopo 33 anni dall’ultimo intervento. Un restauro che, soprattutto, ha permesso agli studiosi di individuare elementi utili sull’arte del Maestro, fondamentali per approfondire la sua tecnica e la sua evoluzione storica. E per celebrare il momento storico, abbiamo scelto di chiamare attorno alla ‘Figlia di Iorio’ alcuni dei maggiori artisti locali che, ciascuno a suo modo, hanno reso omaggio all’opera, da Michele Di Toro a Nunzio Fazzini, dall’arpa di Elena Cacciagrano alla voce di Tiziana Di Tonno, regalando in streaming una strenna natalizia al territorio, un evento, ‘Concetto di Natale’, che in 40 minuti ha registrato ben mille connessioni sulle varie piattaforme social e altrettante condivisioni in rete”. Lo ha detto il Presidente della Provincia di Pescara Antonio Zaffiri commentando l’evento ‘Concetto di Natale – Musica e Novelle’ che ha caratterizzato il giorno dell’Immacolata, una produzione Spray Records offerta gratuitamente all’amministrazione provinciale.
“Protagonista della giornata – ha spiegato il Presidente Zaffiri – è stata la riconsegna formale della Tela ‘La Figlia di Iorio’, da sempre custodita nell’omonima sala del Palazzo del Governo e della Provincia. Fortunatamente l’opera d’arte era in ottime condizioni, nonostante fossero trascorsi ben 33 anni dall’ultimo intervento, e le forze sono state concentrate soprattutto su un lavoro di restituzione della luce al dipinto, ovvero alla sua pulizia, a partire dalla parte retrostante e poi dei colori, rimettendo anche in tensione tutti i ganci d’acciaio che tengono ben tesa la tela. Ma, proprio per questa ragione, l’intervento ha permesso anche di approfondire la diagnostica della tela, fornendo informazioni fondamentali, sotto il profilo prettamente artistico, sulla mano di Francesco Paolo Michetti, notizie utili per interpretare anche altre opere, per datarle in modo più preciso e anche per individuarne le origini storiche”. Ad aprire l’evento è stato il ‘re’ del pianoforte, Michele Di Toro, con il ‘Merry Christmas Mr Lawrence’ di Sakamoto, seguito dal saluto della Sovrintendente Rosaria Mencarelli. Quindi, uno dopo l’altro si sono esibiti il tenore Nunzio Fazzini, ancora accompagnato da Di Toro, e, alternati alle Favole del Natale di d’Annunzio recitate dall’attrice Tiziana Di Tonno, il sassofonista Piero Delle Monache, ancora in Duo con Di Toro, il baritono Giacomo De Grandis e il soprano Martina Urbano accompagnati da Romano Silli al pianoforte, e, infine, a chiudere, l’Arpa di Elena Cacciagrano che ha riprodotto le più belle melodie del Natale. Infine gli auguri in streaming del Presidente Zaffiri. “Abbiamo colto l’occasione – ha detto il Presidente Zaffiri – anche per rivelare un aneddoto importante che, nel 1943, ci ha permesso di salvare la tela ‘La Figlia di Iorio’ e impedire che fosse trafugata dai tedeschi, grazie all’impresa coraggiosa di due uomini, Giuseppe Santoleri e Vittorio Bianchini. Nel settembre del 1943, nella città di Pescara già bombardata e deserta, i due uomini entrarono di notte nel Palazzo del Governo da un ingresso secondario, rompendo un vetro per simulare il furto e non suscitare il sospetto di un piano preordinato, raggiunsero la tela, la arrotolarono e la caricarono su un 1100 furgonato trasportandola sino al seminario diocesano della città di Penne, dov’è stata custodita sino alla fine della guerra, per poi essere restaurata e ricollocata nel Palazzo della Provincia, un racconto che io stesso ho appreso dal figlio di Santoleri e che d’ora in avanti ricorderemo installando una didascalia-targa all’ingresso della Sala ‘La Figlia di Iorio’ per restituire il giusto onore e merito a due uomini che, lontano dai riflettori, hanno permesso di conservare un’opera d’arte di inestimabile valore, non per avere medaglie, ma per amore dell’arte e del loro territorio”.

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