Economia

Confcommercio Chieti interviene sul mancato arrivo dei quotidiani nelle aree interne della provincia

“Se necessario, pronti a fare la nostra parte”

Chieti. I giornali non arrivano nelle aree interne dell’Abruzzo, a partire dai centri interni della Val di Sangro. Confcommercio Chieti torna sull’argomento, rafforzando quanto già espresso da Anci che, nei giorni scorsi, aveva fatto un appello a Governo e Regione, perché privare della lettura di un giornale i Comuni medi e piccoli della nostra regione, provoca un danno economico a chi gestisce le edicole nelle suddette località e non consente ai cittadini il diritto di informarsi. Soprattutto in questo momento di pandemia, dove i vari lockdown hanno limitato le libertà, aumentato isolamento e solitudine, è indispensabile il diritto all’informazione soprattutto per chi non è digitalizzato o non è in grado di districarsi tra i canali dell’online o tra le varie piattaforme social. La mancata distribuzione dei quotidiani e delle riviste nei centri della Val di Sangro, così come in altre aree interne dell’Abruzzo, di conseguenza, è un fatto grave in quanto, tra le altre cose, non consente ai cittadini il diritto di informarsi. È una privazione anche in termini socioculturali poiché la lettura di un giornale alimenta il confronto su temi e fatti e diventa anche un fenomeno di aggregazione ed incontro in realtà già caratterizzate da un costante spopolamento. Anche il sindacato Giornalisti Abruzzesi (Sga) nei giorni scorsi, ricorda Confcommercio, ha sottolineato in una nota come “l’informazione è un diritto negato per i cittadini di sei comuni dell’entroterra chietino per scelta unilaterale del distributore che opera nel mercato abruzzese in regime di monopolio”. Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti, aggiunge. “Il problema c’è e va risolto nell’immediato, considerato anche il momento difficile che stiamo vivendo, con una forte sinergia da parte dei sindaci dei paesi interessati, a impegnarsi per favorire, piuttosto, un percorso di riqualificazione delle edicole che diventano centri di servizi per i cittadini, soprattutto nei piccoli centri. Non è possibile- afferma Tiberio- affidare l’informazione a Facebook che presenta forti limiti che non sono solo quelli degli algoritmi, in quanto ci si riferisce ad una platea molto anziana, con un livello culturale basso e sicuramente non tecnologica. Come Confcommercio, anche per la tutela dei nostri iscritti, ci mettiamo a disposizione affinché presto si giunga ad una soluzione.”

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