Cronaca

Bussi, Forum H2O: “Frana la strategia del Ministero, nuova dirompente relazione Arta. Enormi ritardi nei lavori in mezzo a cancerogeni” VIDEO

Pescara. “Una nuova relazione dell’ARTA partita l’8 febbraio mette nei guai il Ministero dell’Ambiente evidenziando che, in mezzo a cancerogeni e sostanze tossiche, i lavori di messa in sicurezza di emergenza (non bonifica!) tanto sbandierati dal ministro Costa e dal sottosegretario Morassut vanno talmente a rilento che di questo passo solo per terminare la copertura leggera ci vorranno 34 mesi!

E stiamo parlando non della bonifica ma di quelle attività che secondo la legge andrebbero messe in atto ad horas al momento della scoperta dell’inquinamento per evitare che continui la fuoriuscita delle sostanze tossiche da un sito. E qui stiamo parlando di un’area già sequestrata nel 2007 (14 anni fa), ri-sequestrata nel 2014 e per le quali Edison è stata individuata come responsabile della contaminazione a giugno 2018, due anni e mezzo fa.

Si tratta, peraltro, di realizzare un capping definito “leggero” a carattere provvisorio, in attesa dei futuri interventi di bonifica.

La nota dell’ARTA è certosina, riprendendo il cronoprogramma degli interventi proposto dalla stessa Edison e approvato dal Ministero il primo ottobre 2020.

Carte alla mano, facendo i sopralluoghi, i tecnici dell’ARTA hanno rilevato che “a fronte di un’area di intervento pari a 25.460mq, è stata realizzata la copertura di meno del 10%, nel tempo previsto dal cronoprogramma approvato per effettuare la MISE dell’intera area.
Visti i tempi finora impiegati per l’esecuzione dei lavori sopra citati, se si dovesse mantenere la stessa velocità d’intervento, si può ipotizzare il completamento delle attività di capping leggero in ulteriori 34 mesi.”

Certificano, quindi, “il ritardo rispetto ai tempi indicati nel cronoprogramma approvato, che prevedeva il completamento del capping di tutte le aree entro due mesi dall’ultimazione delle indagini dirette, avvenuta il 25 novembre 2020.” (cioè bisognava concludere entro il 25 gennaio 2021! ndr).

Inoltre, stigmatizzano che pure le analisi sono in ritardo “Con riferimento alle attività di controllo eseguite, i campioni prelevati in contraddittorio delle matrici acqua sotterranea, terreno e rifiuto (ved. Tab. 1), si evidenzia la mancanza delle risultanze analitiche dei campioni prelevati dalla Società sui rifiuti industriali e terreni delle discariche e delle acque sotterranee. Tale risultanze secondo il cronoprogramma erano attese dalla seconda settimana di attività delle indagini dirette, in modo da consentire la valutazione, in fase di esecuzione, di eventuali e ulteriori approfondimenti.”

Nel frattempo “Si anticipa comunque che le acque campionate in contraddittorio mostrano numerosi superamenti delle CSC, tra cui
Tetracloroetilene, Tricloroetilene, Cloruro di vinile ed Esacloroetano.” (neretto nostro, ndr)

Insomma, il Ministero ha puntato tutto su Edison, cancellando pure la gara per la bonifica integrale in danno alla società con la decisione del direttore Lo Presti, e questi sono i risultati.

A nostro avviso, considerate anche le competenze che sono assegnate chiaramente per legge sui Siti Nazionali di Bonifica, il principale responsabile della desolazione di quanto sta avvenendo a Bussi e a Piano d’Orta porta uno nome e un cognome: il Ministero dell’Ambiente.

Dal 2008 il sito è sotto la sua responsabilità. Le tempistiche imposte dalla legge per la messa in sicurezza e le bonifiche sono totalmente saltate. Da oltre un anno non si fanno neanche più conferenze dei servizi, l’ultima è del 26/06/2019! Neanche il più piccolo dei comuni abruzzesi mantiene procedimenti amministrativi aperti per oltre un decennio. In altri paesi europei in 10 anni hanno risanato intere regioni, come la Ruhr. Con l’unica parentesi della dirigente Laura D’Aprile, l’attività del ministero si è contraddistinta per scelte cervellotiche e inspiegabili (ovviamente se uno ha veramente a cuore la bonifica e i diritti dei cittadini alla salute e a vivere in un ambiente salubre e non altro).

Davanti a questo disastro e al comportamento ministeriale ci chiediamo: la Procura di Pescara non ha nulla da dire e fare?”. Si legge così in una nota del Forum H2O.

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