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Piccole gocce

Care amiche e cari amici
il mio articolo di oggi, oltre che suscitare la “solita” riflessione, vuole essere un appello. Come sappiamo poche gocce d’acqua donate dalla natura, permettono agli esseri viventi di vivere. Irrighiamo per far crescere la natura, beviamo per sopravvivere, ci laviamo per non prendere malattie. Ci sono altre gocce a cui possiamo attribuire la stessa importanza. Parlo di quelle rosse che chiamiamo sangue e che rappresentano circa l’8% del peso corporeo, composto da globuli rossi, globuli bianchi e piastrine sospese nel plasma, ricco di proteine, zuccheri, grassi e sali minerali. Sappiamo che non è riproducibile artificialmente in laboratorio, ma è indispensabile alla vita umana. In Italia servono circa 8000 unità di sangue ogni giorno, pertanto è importante garantirne la continuità per non restarne sprovvisti nei momenti di urgenza. Si è calcolato che nel mondo, approssimativamente, ogni due secondi qualcuno ha bisogno di essere trasfuso. Esistono diverse tipologie di donazione:
– sangue intero;
– plasma (plasmaferesi);
– piastrine (piastrinoaferesi);
– donazione multipla di emocomponenti.
A seconda della donazione servono tempi diversi. Da 10 a 90 minuti. Anche la distanza di tempo tra una donazione e l’altra varia a seconda del tipo di donazione. Per quanto riguarda sangue intero l’uomo può donare quattro volte all’anno, mentre la donna, in età fertile, due. Forse non ci soffermiamo abbastanza a pensare come una trasfusione possa essere essenziale e vitale. Ricevere sangue è fondamentale in molti casi: gravi traumi, incidenti, interventi chirurgici, trapianti di organi, anemie croniche, malattie oncologiche, gravi ustioni e tanto altro. Inutile dire che prima di essere trasfuso ad un paziente, viene sottoposto ad attenti controlli dei più importanti marcatori di malattia infettiva trasmissibile (HIV, Epatite C, Epatite B, sifilide). Questo per garantire al ricevente la maggiore sicurezza. Chi dona, oltre a vivere un’esperienza di vera solidarietà, di notevole valore civico ed etico, ha il vantaggio di essere controllato regolarmente da un medico. Viene sottoposto ad una serie di esami del sangue (gratuiti) grazie ai quali è possibile scoprire alcune alterazioni per esempio della glicemia, della pressione arteriosa, del colesterolo. In questo modo possono essere evidenziate e affrontate tempestivamente dalle Strutture Trasfusionali o dall’Associazione Donatori. Gli esiti degli esami vengono consegnati al donatore direttamente a casa in forma cartacea o tramite mail. Per donare è necessario essere maggiorenni, in buona salute, con un peso di almeno 50 chilogrammi e una pressione arteriosa di almeno 110/70. Si può donare fino a 65 anni. Oltre questa età chi chiede di poter continuare viene prima attentamente controllato dal punto di vista cardiologico. Il donatore lavoratore può assentarsi dal lavoro per tutta la giornata senza decurtazione economica. Per donare si può andare:
– in uno dei 278 centri trasfusionali;
– nei diversi punti di raccolta ospedalieri;
– in una delle circa 1.300 unità di raccolta allestite da associazioni di volontari. Le principali sono: AVIS, Croce Rossa, Fidas e Fratres;
– In numerose unità mobili, le cosiddette autoemoteche, accreditate e autorizzate dalle competenti autorità regionali. Posso garantirvi che è più semplice di quanto di possa pensare. Dopo aver donato, la propria persona avverte un certo benessere psicologico che gli rende poi la giornata più leggera.

Enza Nardi Autrice

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