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Rosso, il colore della vita

Care amiche e cari amici,
quesra settimana vorrei tanto farvi pensare a colori. Stiamo vivendo un periodo buio, sia storico che sociale, dove sembra che l’unico colore che riusciamo a vedere sia il grigio e per molti nero. Si avverte un declino psico-fisico ed economico nella vita di tutti. Molti hanno perso il lavoro, altri si sono ammalati e altri ancora sono morti. Un periodo che sta durando un tempo lungo e complesso. La sola cosa che possiamo fare e che potrebbe darci ancora un po’ di forza è guardare oltre questa grande tela nera distorta della vita. Fortunatamente il mondo che ci circonda è ricco di colori e di tante sfumature. Dobbiamo impegnarci a vederli. È importante e fondamentale riempire ancora i nostri occhi di colore. Solo così la nostra anima torna a guarire e con essa la nostra psiche. Il mondo dei colori affascina sia per i significati che si celano dietro tutte le tonalità sia per le proprietà che ognuna di esse ha sulla nostra mente.
Il colore rosso, per esempio, in ogni sua sfumatura, ha assunto nel corso del tempo una ricca simbologia e rientra nella categoria dei “colori amici”. È il colore del sangue e quindi della vita. Ricordiamone uno tra tutti, il più importante, le scarpe rosse.

Un simbolo immediato e potente. Un colpo d’occhio d’effetto. Ecco che il colore rosso si erge a bandiera di una lotta silenziosa ma decisa contro ogni forma di attacco. Rappresenta anche la passione e l’amore puro e romantico, fatto di connessione tra cuore e mente. A tal proposito mi viene di ricordare la leggenda popolare giapponese del “filo rosso”. Un filo che unisce indissolubilmente due anime. Non importa la distanza, non importa l’età, la classe sociale o il ruolo che uno investe sull’altro. Può essere l’amore tra uomo e donna, uomo e uomo, donna e donna, oppure tra genitori e figli, tra fratelli o tra amici. Un rapporto intimo e complice, fatto di molte emozioni e di intesa speciale. Non è un filo visibile. È però lunghissimo e indistruttibile. Serve a tenere unite le due persone che sono destinate a stare insieme per sempre. Il solo problema è che essendo molto lungo il filo spesso si aggroviglia e crea intrecci strani e nodi che creano difficoltà alle due anime.

Una serie di eventi critici tipici della fase del ciclo di vita che possono portare all’insorgere di disagi. Quel legame, però, è talmente forte che trova sempre il modo di sciogliere i nodi che via via si presentano. Ed ogni groviglio sciolto rappresenta il superamento di un ostacolo nella relazione. Ogni nodo che viene distaccato serve a rafforzarla. Ed ecco che quel filo fatto di comprensione, condivisione, sostegno, cura e protezione di un’anima verso l’altra, risolvono e soddisfano i bisogni emotivi e affettivi più profondi.
La durata di una relazione, qualunque essa sia, dipende dal modo di percepirsi: saldi nella propria identità.

La condizione essenziale per entrare in una solida relazione, superando qualsiasi timore, è “percepirsi provvisti di un’identità personale stabile e ben definita”. Fattore che ci consente di entrare in relazione con l’altro senza perdersi e senza avere l’impressione di vedere dissolversi nell’altro le proprie caratteristiche, la propria individualità e originalità. In questo senso, autonomia individuale e capacità di amare sono associate e quindi, tanto più una persona ha raggiunto la propria autonomia ed è consapevole di sé stessa, tanto più è capace di entrare in intimità con l’altro rispettandone l’unicità.
Sono convinta che ognuno di noi nasce con un filo rosso legato al mignolo sinistro, dove l’altra parte del capo lega un altro mignolo. Forse non ce ne rendiamo conto, proprio perché appare invisibile ai nostri occhi.

Io ho il mio filo rosso: il padre dei miei figli. Nel “comunque vada” del rapporto, come per tutti, sono certa essere indissolubile. Nato da una relazione simbiotica in cui i confini tra l’“io” e il “tu” sono stati definiti dal “noi”. Dove al di là dell’innamoramento, in cui tutto viene vissuto come magia e sogno – la cui durata è indubbiamente a tempo –, c’è stato, c’è e ci sarà la capacità di integrare e sostenere il legame con la “testa” e il “cuore”. Solo così il filo rosso può dare continuità e importanza al rapporto. Un legame basato sulla fiducia nell’altro a cui puoi affidare tutto te stesso, compresi i limiti e le fragilità. Dove reciprocamente l’altro rappresenta un irrinunciabile approdo sicuro dove rifugiarsi. A prescindere dal tipo di unione e dalle dinamiche necessarie per sostenerla.

Enza Nardi Autrice
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