Cronaca

Le associazioni: “La riserva regionale Pineta dannunziana di Pescara gestita in modo irregolare da 20 anni”

Pescara. Codacons Abruzzo, Consiglio delle sezioni d’Abruzzo di Italia Nostra Onlus, Archeoclub d’Italia sede di Pescara, Associazione Mila DonnAmbiente, Le Majellane, Coordinamento Nazionale per gli Alberi e il Paesaggio (CO.N.AL.PA), delegazione Pescara-Chieti, Gruppo Unitario per le Foreste Italiane (GUFI), Touring Club Italiano (TCI), Console d’Abruzzo, FIAB Pescarabici (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta).

A seguito dell’esposto collettivo presentato dalle varie associazioni di Pescara, il Prefetto ha sollecitato il Comune a fornire spiegazioni in merito ai molteplici punti sottolineati anche dall’avvocato del Codacons Abruzzo, come qui di seguito precisato:

1. la Riserva Naturale Regionale “Pineta dannunziana” è d’interesse regionale e al Comune è demandata la gestione attraverso l’istituzione di organi della Riserva,

2. la gestione della Riserva attraverso la Giunta Comunale come è stato fatto fino ad oggi, è irregolare essendo la Giunta un organo elettivo cui, a seguito della nota riforma Bassanini, non sono attribuiti funzioni dirigenziali.
Per cui gli atti amministrativi e/o le scelte attive vengono date come incarico a dirigenti e funzionari, di volta in volta, precludendo l’individuazione di un ente gestore, autonomo ed esclusivo, deputato al “management” della Riserva.

3. Una situazione ventennale di palese illegittimità, che ha impedito di fatto l’adozione di importanti iniziative dirette a prevenire il pericolo di danno, come si è verificato per l’incendio del 1° agosto di quest’anno, nonostante le previsioni di allerta e i precedenti inneschi incendiari verificatesi qualche mese prima nella Pineta protetta.

4.Le associazioni portatrici d’interessi collettivi e diffusi, da tempo denunciano la mancanza di un organo di gestione, di un comitato scientifico e/o di un direttore della Riserva.

Soprattutto non si riesce a comprendere perché il Comune continua a trattare le associazioni locali come “disturbatori pubblici”, escludendole dai tavoli di concertazione e rifiutando qualsiasi forma di sereno dialogo.

Le associazioni ribadiscono l’importanza nel panorama regionale della Riserva “Pineta dannunziana”, cuore e simbolo della “nostra” città, e la necessità di fornirla di un adeguato organo di gestione, rimuovendo situazioni di illegittimità.

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