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Allattamento naturale: salviamo il pianeta

Cari lettori oggi voglio condividere con voi un argomento poco discusso o comunque affrontato a voce troppo bassa. Parliamo di allattamento naturale e di tutto ciò che di positivo può offrire.
Allattare un neonato al seno è un gesto che, oltre a rafforzare e consolidare il legame del neonato con la mamma (bonding) e del riconoscimento reciproco, rappresenta un’opportunità per difendere la sua salute. Produce molti benefici per il bambino: dalla corretta formazione del microbiota a un adeguato sviluppo cerebrale.
Vorrei focalizzare l’attenzione proprio su questo. Probabilmente molti sanno che grazie alle sue proprietà il latte materno è in grado di favorire un corretto sviluppo del bambino e lo protegge da molte malattie e infezioni grazie alla presenza di anticorpi e altri elementi protettivi. Forse, però, non sanno che si può sciorinare con sicurezza e orgoglio la lunga lista di malattie infantili, e dell’adulto che sarà, che risultano meno frequenti quando il bambino viene allattato al seno. Alcune tra tante:
• nutre in modo completo;
• può prevenire il diabete giovanile nei bambini geneticamente predisposti;
• riduce le gastroenteriti;
• limita le infezioni respiratorie;
• riduce il rischio di sviluppare allergie e asma;
• migliora la vista;
• favorisce lo viluppo psicomotorio;
• agevola lo sviluppo intestinale e limita il rischio di occlusioni;
• migliora la conformazione della bocca;
• protegge contro le otiti;
• riduce il rischio di tumori del sistema linfatico.
In altre parole l’allattamento al seno porta con sé un bonus di salute. Per questo motivo tutte le mamme, che siano neomamme o no, dovrebbero concedere al proprio figlio il diritto di essere allattati al seno.
Se una mamma non si rende disponibile o è in cura con farmaci incompatibili con l’allattamento, è possibile rivolgersi alle donatrici attraverso le banche del latte (38 in Italia) da considerarsi un’alternativa percorribile. A questo punto direi che non esiste nessuna scusa plausibile per non allattare il bambino naturalmente.

Detto ciò sposto l’attenzione su un altro aspetto di pari importanza. Oltre al bambino anche la mamma gode di notevoli vantaggi nell’allattare al seno il proprio piccolo. Eccone alcuni:
• permette di non gravare notevolmente sul bilancio economico;
• aiuta a colmare le diseguaglianze nella salute dovute alla malnutrizione, alla fame e alla povertà;
• non ci sono fatiche di preparazione;
• pratico perché disponibile in qualsiasi circostanza;
• sempre pronto alla giusta temperatura;
• stimola la contrazione dell’utero riducendo il naturale sanguinamento post partum e consentendo all’utero di tornare alle dimensioni normali più velocemente;
• accelera la perdita di peso accumulato durante la gravidanza;
• riduce il rischio di sviluppare osteoporosi;
• previene alcune forme di tumore al seno e all’ovaio.
Diciamo che i due aspetti sopraddetti possono essere più o meno noti. Credo, invece, che un terzo, non meno importante, non sia sufficientemente preso in considerazione. L’allattamento si prende cura del pianeta. Io stessa ho avuto modo di capirne ancor più l’importanza dopo un interessante scambio di idee con l’avvocata Claudia Pilato, attivista della protezione del sostegno all’allattamento nel rispetto del codice nazionale OMS UNICEF.
Io sono mamma di due figli che ho allattato per diciotto mesi ciascuno. L’ho fatto con la convinzione che il donare loro il mio latte li avrebbe fatti cresce ben nutriti e sani. E così è stato. Non mi ero mai soffermata, però, a pensare che nello stesso tempo io stessa stavo usufruendo di ciò che di positivo potevo cogliere. Così come non avevo fatto attenzione al fatto che l’allattamento è ecocompatibile, e protegge l’ambiente.
È uno tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2023. Ecco alcuni degli aspetti che favoriscono la salvaguardia del pianeta.
• disincentiva l’uso di tettarelle artificiali, biberon o succhiotti difficili poi da togliere al Bambino. Tutto materiale che prima dovrà essere prodotto (sottoponendo grandi sprechi economici) e poi dovrà essere smaltito (creando grandi accumuli di rifiuti difficili da smaltire). Uno studio del 2009 ha mostrato che 550 milioni di confezioni di latte artificiale, pari a 86 mila tonnellate di metallo e 364 mila tonnellate di carta, finiscono nelle discariche ogni anno;
• riduce l’allevamento intensivo e quindi non contribuisce alla produzione di CO2. Varia da 95 a 153 chilogrammi per ogni neonato allattato artificialmente;
• non ha bisogno di essere confezionato, pertanto si evita l’uso di tetrapak, plastica, vetro e quant’altro;
• non servono mezzi di trasporto che per muoversi consumano carburanti fortemente inquinanti;
• riduce il riscaldamento globale e quindi diminuisce la necessità di produrre grandi quantità di energia elettrica. Uno studio del 1997 aveva già sottolineato come il latte artificiale in polvere sia la causa del disastro ambientale e della salute del bambino. Sottopone una serie di passaggi industriali e uso di energia necessaria per portarlo ai giusti gradi di temperatura. Il riscaldamento dell’acqua deve arrivare fino a settanta gradi centigradi che equivale all’energia usata per caricare duecento milioni di smartphone ogni anno. Ciò crea inquinamento e spreco di risorse naturali.
• si risparmia acqua (sempre meno presente nel nostro pianeta. se ne sprecano fino a 4.700 litri.
• bisogna necessariamente aggiungere minerali, vitamine e oli, essendo il latte vaccino inadeguato a livello nutrizionale per un neonato. Forse molti non sanno che il latte in polvere è molto usato e reclamizzato in africa ma poi lo mischiato all’acqua non potabile veicolando importanti infezioni intestinali.
l’Organizzazione Mondiale della Sanità punta a far crescere i tassi di adesione alla pratica dell’allattamento naturale perché non sono ancora ottimali.
Non aggiungo altro se non la speranza che sempre più mamme si convincano che Il latte materno è l’alimento più importante e completo e rappresenta ciò di più prezioso e straordinario la natura ci abbia fatto dono.

Enza Nardi Autrice
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