Cultura e eventi

Noi per la famiglia: “Preferita cultura della morte a difesa della vita e certezza della pena”

Pescara. “In questi giorni al Senato della Repubblica è andato in scena un film tra i più tristi della storia parlamentare italiana. Si è preferito, infatti, approvare una legge profondamente divisiva come quella sul biotestamento, acconsentendo di fatto alla ‘morte con tanto di bollo dello Stato’ per tutte quelle persone ammalate ed in stato di incoscienza e semi incoscienza ai quali verranno d’ora in poi sospese le cure e la somministrazione di alimenti e viveri lasciandole morire di fatto di fame e sete, mentre in Commissione Giustizia i senatori, dopo che il Presidente Grasso aveva deliberatamente non voluto calendarizzare la proposta di legge n.4673 del 21 marzo 2017 che mirava a eliminare la concessione del rito abbreviato per chi si macchia di crimini orrendi come l’omicidio, il femminicidio, le violenze domestiche, lo stalking e lo stupro, hanno deciso di affossare questo provvedimento”.
Con queste parole di dura condanna l’associazione pro life e pro family di rilevanza nazionale Noi per la Famiglia che aderisce al Family day, è intervenuta in merito agli ultimi lavori del Senato che, mentre approvava la legge sul Biotestamento tra mille polemiche, affossava in Commissione la proposta di legge sull’abrogazione del rito abbreviato per i crimini efferati.
La proposta di legge era infatti passata alla camera il 29 novembre scorso con una larga maggioranza (318 voti favorevoli e 31 contrari) con la sola astensione di Forza Italia che non riteneva l’eliminazione del rito abbreviato costituzionale.
Nonostante il passaggio a larga maggioranza alla Camera, la proposta di legge è approdata immediatamente al Senato dove immediatamente era stato richiesto al Presidente Grasso di calendarizzarne l’iter parlamentare,
“Ma al Presidente Grasso – sottolinea Noi per la Famiglia – evidentemente troppo occupato con la sua nuova formazione Liberi e uguali per l’avvio della campagna elettorale, di approvare una legge per garantire la certezza della pena non interessa alcunché. Mentre – prosegue il comunicato – si è dato subito spazio alla legge sul biotestamento perché interessava per meri scopi propagandistico elettorali alle sinistre nichiliste e fautrici del pensiero relativista. Finisce così nel peggiore dei modi la XVII Legislatura, tra le più nefaste per la vita e per la Famiglia. Proseguiremo con ancora più forza – fanno sapere da NpF – la battaglia al fianco delle famiglie delle vittime di efferati omicidi stupri e violenze di ogni genere forti delle migliaia di firme raccolte in tutta Italia e da oggi inizieremo anche la raccolta delle firme per chiedere al prossimo Esecutivo l’abrogazione della legge sulle DAT appena votata, convinti che il prossimo Parlamento e soprattutto il prossimo Governo avranno maggiore attenzione verso i reali bisogni del Paese e non verso i capricci delle lobby del nichilismo e della cultura della morte”.

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