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Marco De Rosa ci parla di “Ananke”, sua prima creazione fumettistica VIDEO

Pescara. Marco De Rosa si appresta a presentare il numero zero di Ananke, sua prima opera fumettistica. In sede di presentazione sarà affiancato da uno dei principali disegnatori di Bonelli, Giuseppe Candita, che ha curato la copertina del volume e ne ha disegnato una parte delle tavole.
Marco De Rosa ci ha gentilmente concesso un’intervista in cui ci ha parlato di questa sua nuova creazione e non solo.

– Presenti il tuo primo fumetto, come nasce e dove hai trovato ispirazione?
– “A dir la verità ne ho scritti tanti, ma è il primo che verrà pubblicato e lo vedremo venerdì 26. Non si tratta di ispirazione, ma del fatto che tutti gli esseri umani hanno storie da raccontare, c’è chi lo fa e chi non lo fa. Io ho scelto di farlo, almeno per adesso, attraverso un fumetto, magari avevo qualcosa da fare, da dire o da raccontare e lo fatto prima tramite il blog ed il fumetto in quest’ultimo periodo”.
– Al tuo fianco c’è un disegnatore d’eccezione, Giuseppe Candita, come vi siete avvicinati e com’è nata questa collaborazione?
– “La copertina è il primo disegno fatto da Giuseppe Candita, è il disegnatore di Giulia, collabora con Bonelli, ha disegnat diverse opere, farà nuove collaborazioni. È un amico, ci siamo visti ed abbiamo parlato molto di questo progetto ed è lui che lo ha voluto disegnare così, quindi è nato dalla mia fantasia e realizzato su matita e acquerelli appunto da Giuseppe. Il nome del fumetto è ‘Ananke, per spiegarlo bisogna leggerlo. Io sono andato alla ricerca più volte di come poteva nascere una delle mie opere, la scelta è ricaduta su ‘Ananke’ per il modo particolare che ha di raccontare quelle che sono alcune cose del mondo oggi. Quando ho cominciato a vedere i primi disegni di Beppe ho notato come lui riesce a realizzare gli occhi. Gli occhi a mio avviso sono lo specchio dell’anima ed è la prima cosa che mi ha colpito di quei disegni, perché quando li ho visti ho detto che lui deve essere il disegnatore. Ho cominciato un po’ a stalkerizzarlo su internet finchè non mi ha risposto finalmente, gli ho proposto il progetto e quando lo ha letto si è deciso a farlo. Inizialmente ha realizzato la copertina che sarà quella del numero zero, doveva essere un numero a se stante ma è diventata una serie regolare che uscirà a fine febbraio, tutte le copertine saranno di Giuseppe e la parte che concluderà il ciclo di ‘Ananke’ per dare il via al secondo ciclo sarà disegnato tutto da lui, interamente”.
– Capisco che non ci vuoi dare anticipazioni, ma che cosa ci dobbiamo aspettare da questo lavoro?
– “Io credo che ‘Ananke’ per descriverla bisognerebbe leggerla, ma tratterà molto su una parti di cui ultimamente mi sono appassionato molto che è il thriller psicologico. Ci saranno molti colpi di scena, ci saranno molti comprimari, anche se tutto farà capo a lei ed ogni fumetto spiegherà quello che è successo nel fumetto che è appena stato finito di leggere. Tutte le risposte le si avranno nell’ultimo disegno di Beppe perché lui nasce dal voler raccontare le cose in determinati modi, su come sta andano il mondo oggi e su come ci i sta muovendo su determinati soprusi e su tutto il resto. Il tema è delle multipersonalità e ci sarà anche una prova di psicologia che mi sono dovuto studiare, è ambientato in Italia e ci saranno molte cose dell’Italia di oggi”.
– Questa è un’anteprima numerata a scopo collezionistico, com’è maturata questa scelta?
– “Io nasco come collezionista di fumetti, nell’86 ho comprato il primo numero di ‘Dylan Dog’, da lì è nata la mia smisurata passione per quelli che sono i fumetti e anche per i libri perché io amo leggere. La collezione è sempre quella a cui ho tenuto di più, avere da collezionare un primo albo mio penso che sia l’aspirazione di un po’ tutti i lettori di fumetti. ‘Ananke’ doveva essere un numero a se stante, avendo Beppe il 26 ad Acme Fumetti si è deciso di fare questo numero zero che verrà presentato in 150 copie numerate, nelle prime 50 ci sarà la copertina stampa 3 del primo fumetto e tutte le copie saranno numerate, autografate e a disposizione di tutti”.
– Hai un passato ed un presente come scrittore, prima con la gestione di un blog ed ora con un libro in uscita, come ti sei avvicinato alla scrittura?
– “Scrittore è una parola grande, direi più come scribacchino. Nasco con il mio blog diversi anni fa, ho visto un po’ dell’internet di oggi nascere. Io credo che ognuo di noi abbia qualcosa da raccontare, poi ognuo scegli il modo di raccontare, io ho scelto prima con uno pseudonimo di raccontare quello che mi porto dentro e l’ho fatto prima con il blog e poi con Ananke. Anche per l’uscita del mio primo libro ho utilizzato uno pseudonimo, si chiamerà “101 modi per dirti ti amo”, perché oggi ‘ti amo’ a mio avviso si è un po’ svalutato, viene usato un po’ troppo facilmente, per questo ho voluto che ci fossero più modi per dire ‘ti amo’”.
– Blog, libri e fumetti sono tre tipi diversi di scrittura, come ti adatti a questi tre generi?
– “Il tempo di entrare in un personaggio lo fai in un respiro, il problema è quando ne devi uscire perché penso che un personaggio, soprattutto quello di Ananke, per descriverlo lo devi vivere, quando vivi determinate cose poi per uscirne è un po’ più difficile. Se mi posso assurgere ad essere uno scrittore scriverle vuol dire viverle le cose, poi il problema è quando mi reno conto che sono nella realtà, è uscire da quella che ho appena finito di descrivere e tornare a vivere, quella è una cosa un po’ più particolare”.

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