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Reclutamento nuovo personale, Febbo: “Senza l’approvazione dei Rendiconti i bandi per mobilità e nuove assunzioni sono tutti fasulli”

Pescara. “Il Presidente D’Alfonso smetta di fare campagna elettorale sul dramma del lavoro ed eviti le sue solite sveltine e fughe in avanti e ritiri immediatamente il bando inerente la mobilità volontaria attivato con determinazione DPB010/2 del 17 gennaio 2018 al fine di reclutare nuovo personale da inserire nella macchina regionale ormai distrutta dalla sua “riorganizzazione” e scellerate scelte”. Questo quanto dichiarato dal Presidente della Commissione vigilanza e consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che sottolinea quanto segue: “A rafforzare l’illegittimità dell’atto in questione vi è anche la Deliberazione n. 12/2018/PAR della Corte dei Conti che ribadisce e rafforza quanto riportato nella precedente Deliberazione n. 103/2017/PAR del 1° giugno 2017, ossia quello di divieto assoluto di ‘procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, assunzioni di personale a tempo indeterminato (ivi compresa la mobilità tra amministrazioni), a tempo determinato/flessibile et similia nonché a riguardo ai comandi, ai distacchi, anche in riferimento ai processi di stabilizzazione in atto’. In sintesi la magistratura contabile ritiene che non si possa fare nessuna eccezione al divieto di reclutamento di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale. Ricordo – continua Febbo – come la Regione Abruzzo non ha rispettato i termini previsti per l’approvazione dei rendiconti 2015 e 2016 e quindi non può procedere all’assunzione di personale a qualsiasi titolo. Quindi fintanto che non vengano approvati rendiconti e bilanci consolidati ai sensi D.L. n° 113/2016 non possono essere fatte assunzioni ne possono essere bandite procedure in merito per motivi che non solo investono la sfera normativa, ma anche per ragioni etiche. Rendiconti che non vedranno l’approvazione nell’immediato come certificato dall’attuale Direttore ad interim del Bilancio Fabrizio Berardini, dopo le dimissioni prima del dott. Carmine Cipollone, del dott. Ebron D’Aristotele e la fuga della dott.sa Ciancaione, nella missiva del 9 gennaio scorso (prot. 5644/18/DPB) indirizzata a tutti i dirigenti con cui li si invitava ad un “fattiva”, urgente e determinante collaborazione per arrivare alle determinazioni degli atti.

Se – spiega Febbo – l’esecutivo regionale pensa di poter mascherare, sotto le voci connesse al piano dei fabbisogni di personale e di dotazione organica dell’ente una operazione ben più complessa, che non faccio fatica a denunciare come una vera e tipica operazione di stampo elettorale tipicamente D’Alfonsiana, sbaglia di grosso perché come dimostrato sarò attendo a tutti gli atti posti in essere e farò seguire determinazioni conseguenti. L’accelerazione degli ultimi tempi sul versante amministrativo su questa tema, visto che le delibere di Giunta che creavano i presupposti (817-829-878) erano del 2016, puzza da un chilometro. Puzza non solo perche si tratterebbe di un bando a ridosso di un appuntamento elettorale che farebbe coincidere la figura di chi lo indice con quella di un candidato alle elezioni politiche, cosa gravissima in quanto vietata dalla legge come elemento presumibilmente configurabile come atto deliberatamente condotto a fini di voto di scambio, ma anche perche si andrebbero a violare palesemente i diritti di coloro i quali, non potendo partecipare oggi ai bandi per carenza di requisiti che potrebbero maturare tra la data del bando e quella dell’effettiva assunzione, vedrebbero lesi i propri diritti costituzionali. Affermiamo questo perche è chiarissima la volontà del Presidente di questa Giunta ormai “Giunta alla frutta”, come confermato dalle affermazioni dell’assessore regionale Di Matteo, di occupare gli apparati tecnici a vita e non lasciare nulla a chi arriva domani e di inserire i propri uomini in tutti i settori della macchina amministrativa della regione prima della sua uscita dimissionaria con la quale sancirà l’abbandono schettiniano della nave che affonda per avere un posto sicuro al Senato (al contrario di quanto affermato tre anni fa di voler essere il primo presidente della storia della Regione Abruzzo ad essere riconfermato), senza avere il coraggio di confrontarsi con il giudizio degli abruzzesi candidandosi nell’uninominale, ma bensì nel proporzionale (sic !!!).

Che la determinazione DPB010/2 del 17 gennaio scorso si tratti di una sveltina Dalfonsiana lo si riscontra facilmente dalla lettura de documento – conclude Febbo – infatti nel bando non è specificato i tempi per graduatorie, per la pubblicazione, i tempi per eventuali ricorsi, etc. Vengono fissate le modalità di valutazioni ma manca tutta la loro tempistica. Ma è giusto escludere chi acquisirà nel frattempo i titoli visto che per carenza dei consuntivi occorrerà obbligatoriamente rimandare sine die le assunzioni? E’ giusto compiere azioni facilmente configurabili come “richiesta di voto di scambio” verso quei funzionari che oggi in servizio parteciperanno al concorso? … è traffico di influenze? è millantato credito? Una percentuale di posti, nei limiti della normativa vigente, sarà riservata ai dipendenti di categoria, al fine di valorizzare le professionalità interne? Pertanto anche questa volta il Presidente D’Alfonso intende solo creare false aspettative e illusioni nei candidati con la sola speranza di implementare il consenso elettorale arrivato ormai ai minimi storici, ma sarò attento e vigile a non permettere questa ennesima nefandezza amministrativa”.

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