Cultura e eventi

A Tarnaveni la firma del Patto di Fratellanza con San Salvo

San Salvo. Il Comune di San Salvo ha ricambiato il gemellaggio con la Città di Tarnaveni con la visita alla città romena che si è svolta dal 15 al 20 agosto scorsi. La delegazione era composta dal sindaco Tiziana Magnacca e dagli assessori comunali Maria Travaglini e Oliviero Faienza.
Gemellaggio che ha mosso i suoi primi passi ufficiali il 27 novembre 2017 con la presenza a San Salvo del sindaco di Tarnaveni Sorin Meghesan con la sottoscrizione di un primo protocollo d’intesa avvenuta nell’aula consiliare, frutto con della preziosa iniziativa dell’Associazione Decebal, presieduta da Sigismund Puczi, che conta centinaia di iscritti.
Il Consiglio comunale di San Salvo aveva deliberato all’unanimità lo schema di protocollo di fratellanza nel corso della seduta del 31 luglio 2018. A Tarnaveni il 17 agosto, nel corso della seduta straordinaria del Consiglio comunale, si è svolta la firma ufficiale sul documento, approvato dal Ministero degli Esteri del governo italiano.
Nel suo saluto alla Città di Tarnaveni il sindaco Magnacca ha detto di sentirsi onorata di essere tra il popolo romeno e di aver favorito questo gemellaggio. “Oggi per tutti noi è stato un giorno importante perché le nostre due municipalità si sono impegnate solennemente a promuovere rapporti di amicizia e fratellanza. Noi italiani, che siamo anche un popolo di immigranti, sappiamo il valore di chi lascia la propria terra e creano ricchezza, nuovi generazioni e donano cultura nei paesi dove sono ospitati. Riconoscere questo valore per noi italiani è importante. Grazie anche a voi per aver reso Italia più grande e più giovane con i vostri figli”.
Il sindaco Meghesan ha sottolineato come da questo momento il numero degli amici di Tarnaveni sia diventato più alto. “Gemellandoci con San Salvo, la nostra Città accoglie un fratello di sangue nella sua famiglia. Tarnaveni celebra 740 anni dalla sua fondazione e celebriamo anche il centenario della Grande Unione che ricorda l’annessione della Transilvania alla Romania e delle regione del Banato, Bessarabia e Bucovina ed avvertiamo forte il bisogno di unità e di comprensione di una storia comune”.
Puczi nel ringraziare i Comuni di Tarnaveni e San Salvo per questo importante atto di fratellanza ha invece evidenziato come con l’emigrazione la Romania ha perduto una generazione di figli nati in altri paesi che comunque hanno avuto la fortuna di crescere con la conoscenza di usi, costumi e culture diverse.
Al termine della cerimonia la grande parata per le vie cittadine tra due ali di folla che ha applaudito al passaggio della delegazione italiana.

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