Cultura e eventi

Berardino Fiorilli (Azione Politica Pescara) su bando periferie

Pescara. “Nell’attesa che il Governo sblocchi il fondo per le periferie, è l’amministrazione Alessandrini che deve provvedere a dare comunque esecutività alle opere di riqualificazione annunciate e strombazzate ai quattro venti. Dopo non aver fatto nulla per quattro anni e mezzo di mandato, il sindaco Alessandrini non può pensare di chiudere la sua pessima e deludente esperienza amministrativa dicendo ai cittadini ‘scusate, continueremo a fare nulla anche negli ultimi mesi, colpa di Roma’. Azione Politica lo invita, piuttosto, a comportarsi come il buon padre di famiglia: si tiri su le maniche, si sieda al tavolo e, preso il bilancio in mano, cominci a tagliare le tante spese superflue che hanno caratterizzato la sua consiliatura, dirottando sino all’ultimo centesimo di euro sulla manutenzione straordinaria della città. Forse non troverà 18milioni di euro, ma siamo sicuri che eliminando i contributi a pioggia per festarelle, festival rock e letterari, cotillon e concertini, ne troverà almeno la metà”. Lo ha detto l’avvocato Berardino Fiorilli, Coordinatore di ‘Azione Politica Pescara’.
“Ci lascia sconcertati la posizione assunta dal sindaco Alessandrini che certamente negli ultimi quattro anni e mezzo, pur disponendo di risorse enormi grazie all’aumento di tutte le tasse, portate al massimo storico, non ha brillato e non verrà ricordato come il ‘sindaco delle grandi opere pubbliche’, anzi – ha sottolineato l’avvocato Fiorilli -. L’unico taglio del nastro significativo che di fatto lo ha visto in prima linea è quello per l’apertura del Ponte Nuovo-Flaiano, peccato che fosse un’opera progettata, voluta, pensata, finanziata, appaltata e avviata dal centrodestra, di cui si è limitato a raccogliere le briciole e due minuti di gloria per le foto dell’album dei ricordi. Da Roma gli è caduto addosso, come una manna, il famoso ‘bando per le periferie’ e dentro ha provato a ficcarci di tutto: opere pubbliche come il completamento della strada pendolo, la riqualificazione dell’ex mattatoio per il completamento del teatro Matta, il recupero di alcuni spazi pubblici tra Fontanelle, San Donato e piazza Caduti del Mare. Dentro c’ha ficcato pure la riqualificazione di via Thaon de’ Revel, una sorta di ‘matrimonio riparatore’ dopo che proprio la sua giunta, nell’estate 2014, ha sottratto a Borgo Marino sud 1milione di euro di fondi già stanziati in bilancio dal centrodestra per la costruzione di un centro sociale e per il recupero delle facciate di tutti i palazzi popolari di piazza Rizzo. Ma all’epoca Borgo Marino sud non era una ‘priorità elettorale’, cosa che è tornata a essere oggi, a meno di un anno dal ritorno alle urne. E quel bando era così allettante, che dentro il sindaco Alessandrini c’ha ficcato anche una decina di progetti ‘sociali’ proposti, guarda caso, da Cooperative, Arci, e altre Associazioni di area, progetti sociali che, a ben guardare le carte, poco c’entravano con un bando che mirava a erogare fondi per la riqualificazione strutturale delle periferie. A ogni modo – ha ricordato l’avvocato Fiorilli – l’ex Governo Renzi ha inteso strizzare l’occhio alla giunta Alessandrini e ha ammiccato all’erogazione di 18milioni di euro, con cui il sindaco Alessandrini già si vedeva pronto ad aprire cantieri elettorali e a tagliare nastri. Peccato per lui, il Governo è cambiato e il nuovo esecutivo, almeno stando alla lettura delle carte, non ha sottratto le risorse, né ha ‘scippato’ Pescara, ma ha momentaneamente bloccato l’erogazione dei fondi per la revisione dei progetti candidati, rinviando tutto al 2020. Ora, comprendiamo il disappunto di Alessandrini, che sa bene che nel 2020 non sarà certamente lui il sindaco di Pescara, dopo essere stato scaricato proprio dal Pd. Ma ad Alessandrini neanche si può concedere il pretesto di Roma per giustificare il suo non aver fatto una sola opera su Pescara per cinque lunghi anni. Per il sindaco Alessandrini è giunto il momento di assumersi le proprie chiare responsabilità: se i progetti esecutivi previsti nel bando delle periferie non saranno realizzati, la colpa non potrà addossarla al Governo di Roma, ma la colpa sarà esclusivamente sua. Anziché fare i capricci, e incolpare gli altri, si sieda al tavolo, con il bilancio dinanzi agli occhi, e con un bel pennarello nero cominci a depennare tutte le troppe spese superflue sostenute dalla sua giunta, esattamente come farebbe un buon padre di famiglia, che prima di comprare il biglietto per il concerto ai figli, si preoccuperebbe di dargli da mangiare. Siamo certi che con questa semplice operazione, riuscirebbe a recuperare almeno una decina di milioni di euro, da dirottare subito sulle opere prioritarie inserite nel bando per le periferie”.

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