Cultura e eventi

Pescara, presentato il gruppo promotore regionale dei Comitati Sinistra per il Sì in Abruzzo

Pescara. E’ stato presentato questa mattina il gruppo promotore regionale dei Comitati Sinistra per il Sì in Abruzzo, cui hanno partecipato tra gli altri l’Assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, il consigliere per le relazioni politiche del Presidente della Regione Andrea Catena, la segretaria provinciale del Pd teatino Chiara Zappalorto, la consigliere comunale di Pescara e consigliere provinciale Leila Kechoud, il segretario cittadino del Pd Pescara Moreno Di Pietrantonio, il segretario regionale dei Giovani Democratici Mirko Frattarelli, la segretaria cittadina del Pd Montesilvano Romina Di Costanzo.
“Noi non siamo un distaccamento del Pd, ma una parte importante della sinistra – ha spiegato Andrea Catena – questo non è un Referendum su Renzi ma è italiano. Noi vogliamo portare le ragioni del Si, la pensiamo come Napolitano. Il Si alla riforma costituzionale serve ad avere tempi più veloci con degli elementi che porteranno dei cambiamenti in Italia. Poi avremo una partecipazione più forte dei cittadini e con la possibilità di far approvare la Legge Popolare con 150 mila firme degli elettori. Poi il rapporto tra Stato e Regioni: non avremo più 20 sistemi regionali, questa è una cosa di sinistra consente a tutti di avere gli stessi diritti. Noi vogliamo anche dialogare, essere di sinistra significa anche un po’ essere di fruizione. Questo è un Comitato promotore, faremo tanti Comitati territoriali. Abbiamo gran parte del Pd amministrativo e dei Circoli di Pescara, abbiamo anche rappresentanti del mondo dell’Università, quindi abbiamo dato un approccio il più aperto possibile rispetto a quanto accaduto in questo momento”.
Hanno inoltre aderito tra gli altri – sono già oltre 50 le adesioni: il Presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo, il Presidente della Provincia dell’Aquila Antonio De Crescentiis, il Presidente della Provincia di Teramo Renzo Di Sabatino, il Consigliere regionale Lorenzo Berardinetti, la segretaria provinciale del Pd Pescara Francesca Ciafardini, il coordinatore regionale di Rifare l’Italia Michele Fina, il sindaco di Vasto Francesco Menna, il sindaco di Spoltore Luciano Di Lorito, il vice Sindaco di Francavilla al mare Francesca Buttari, il Presidente del Consiglio comunale di Lanciano Leo Marongiu, il segretario cittadino Pd Teramo Maurizio Angelotti, il consigliere provinciale dell’Aquila Fabrizio D’Alessandro, il sindaco di Pineto Robert Verrocchio, l’ex segretaria regionale dei Ds e componente del Comitato fondativo nazionale del Pd Stefania Misticoni, Rocco D’Alfonso già sindaco di Penne e componente dell’Ufficio di Presidenza della Regione.
“Il punto fondamentale – ha sottolineato Silvio Paolucci – è il cambiamento del sistema italiano con il bicameralismo perfetto. Tutto questo ha penalizzato il Paese, lo ha reso meno competitivo rispetto agli altri Paesi rendendolo più lento. Il ricorso è stato visto come una soluzione più breve rispetto al bicameralismo perfetto. Nel momento in cui viene meno il bicameralismo perfetto, i due pesi si vengono a modificare e ci troveremo di fronte ad una serie di contrapposizioni. Si cerca di ridisegnare i poteri e di eliminare quella conflittualità tra Stato e Regioni. Per i cittadini cambia la relazione con il Governo e la loro partecipazione si arricchisce. Quindi tra le cose principali troviamo la conflittualità tra i poteri e la risoluzione del sistema bicamerale”.
Tra gli esponenti del mondo della sinistra e del centrosinistra nella cultura e nella società abruzzesi: l’Ordinario di Diritto pubblico dell’Università D’Annunzio Giampiero Di Plinio, l’Ordinario di Diritto Pubblico dell’Università degli Studi di Teramo Romano Orrù, l’architetto Tommaso Di Biase già Assessore all’Urbanistica del Comune di Pescara, l’imprenditrice del sociale Luciana Farina, il manager d’impresa Maurizio Camiscia.
“Un altro aspetto importante è sul rapporto tra Governo e cittadini – ha rimarcato Moreno Di Pietrantonio – con questo Referendum si vanno a ridurre i compensi dei consiglieri regionali e credo che non sia una cosa da poco. La cosa più importante di questo Referendum è il cambiamento della considerazione del nostro Paese”.

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