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Sindaco Orsogna su ordinanza cinghiali del maggio 2015: ‘Nessuno ci diede ascolto’

Orsogna. «L’ordinanza per autorizzare la cattura o l’abbattimento dei cinghiali il Comune di Orsogna l’ha approvata il 2 maggio 2015 e l’ha comunicata a Provincia e Prefettura di Chieti, chiedendone l’aiuto concreto e affidando la gestione dell’intervento alla Polizia provinciale. Nulla è stato fatto in tutto questo tempo, anzi, dalla Provincia ci risposero che non era di loro competenza. Mi auguro che i 43 sindaci, che hanno approvato ora un’analoga ordinanza, sveglino chi sarebbe dovuto intervenire da anni e ha la responsabilità di non avere fatto nulla. C’è un ritardo drammatico, i cinghiali ormai circolano indisturbati in branchi nei nostri centri urbani e lungo le strade, causano danni alle colture. Ci sono già state delle vittime, mi chiedo cosa ci sia ancora da riflettere e decidere».

E’ durissimo il sindaco di Orsogna, Fabrizio Montepara, su un problema che in paese ha cominciato a porsi in termini evidenti almeno da gennaio 2013, da quando le segnalazioni allarmate dei cittadini sono cresciute in maniera esponenziale.
«Le attività cosiddette di “selecontrollo” avviate per un breve periodo soltanto nell’estate 2014 non hanno eliminato il problema che – ricorda Montepara – trova origine in particolare nella vasta zona assoggettata a divieto venatorio e coincidente con l’area cinofila permanente denominata “Orsogna-Guardiagrele-Castelfrentano”, dove gli animali trovano rifugio, riparo e habitat adeguato negli ampi terreni incolti che la caratterizzano, al riparo dalla pressione venatoria ordinaria nei pochi mesi di apertura della caccia collettiva».
Lo stesso sindaco nei giorni scorsi ha evitato davvero per poco un branco di cinghiali, percorrendo in automobile la strada provinciale che collega Ortona a Orsogna. Incontri che sono ormai quotidiani per i cittadini.
«Spero che la Regione Abruzzo assuma un’iniziativa decisa per trovare soluzioni immediate – conclude Montepara -. Va bene cercare di ricostruire un equilibrio nella natura e nel rapporto che noi esseri umani abbiamo con essa, ma qui la situazione è urgente ed è scappata di mano, bisogna fare qualcosa, subito, e noi le proposte le abbiamo fatte e ci siamo messi a disposizione. Se ci sono altre idee, bene, ma che arrivino subito e si mettano in atto, altrimenti vuol dire che si sta ancora e solo perdendo tempo».

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