Non c’è futuro senza istruzione.
Il 30 aprile presso lo Spazio Matta Pescara alle ore 17 si terrà un incontro imprescindibile, per testimoniare come le bambine e i bambini, le studentesse e gli studenti palestinesi resistono allo scolasticidio e alla cancellazione della loro cultura continuando a studiare in una situazione di emergenza estrema, tra macerie e tende scuola.
Per il popolo palestinese, assediato da 70 anni, l’educazione ha sempre rivestito un’importanza primaria con un tasso di istruzione superiore tra i più alti del mondo arabo. Studiare è per questo popolo non soltanto strumento di emancipazione, ma anche un vero e proprio atto di resistenza e di affermazione identitaria contro il tentativo di pulizia etnica.
In collegamento diretto da Gaza Sami Abu Omar, cooperante ACS ONG, Sami Khalil Al-Haw, coordinatore di progetti educativi, e Zeinab Ahmad Al-Haw, psicologa, ci racconteranno come hanno fondato la Adam Model Kindergarten and School tra quel che resta di Gaza in collaborazione con la ONG ACS (Associazione di Cooperazione e Solidarietà).
Saranno presenti all’incontro anche Meri Calvelli, attualmente coordinatrice dei progetti delle tende scuola, cooperante da trent’anni in Palestina e Cisgiordania con ACS ONG, e Roberta Parravano del collettivo “Scuole con la Palestina e contro la guerra” nonché insegnante della Scuola Pisacane di Roma che quest’anno ha avviato un gemellaggio con la Adam Model Kindergarten and School.
I numeri dello scolasticidio in Palestina sono devastanti: oltre due anni scolastici sono saltati, del tutto o in parte, per 658mila bambini in età scolare. L’impatto psicologico a lungo termine è sconcertante: secondo l’UNRWA, oltre 1 milione di bambini a Gaza necessitano ora di supporto per la salute mentale.
Oltre il 96% delle scuole è stato distrutto ed il genocidio ha causato un trauma psicologico generazionale.
L’Osservatorio Euro-Mediterraneo ha documentato l’uccisione di 18.911 studenti, oltre a decine di migliaia di altri studenti che hanno riportato lesioni di varia natura. Gli attacchi dell’esercito israeliano hanno ucciso 1090 circa tra insegnanti e personale scuola, 391 operatori UNRWA di cui 33 nel 2026.
Il sistema scolastico palestinese è al collasso: centinaia di studenti cercano di lasciare il territorio per proseguire gli studi, in Italia i corridoi universitari attivati nel 2025 si scontrano con ostacoli burocratici e diplomatici che ne limitano l’efficacia. Cosa possiamo fare a sostegno delle bambine e dei bambini, degli adolescenti palestinesi che reclamano il loro diritto all’istruzione?
Lo scopo dell’incontro, organizzato da Docenti per Gaza in collaborazione con ACS ONG e 100 Porti 100 città Freedom Flotilla Italia, non è solo quello di esperire tramite testimonianze dirette lo scolasticidio in atto ai danni del popolo palestinese, ma anche conoscere cosa l’istituzione scolastica italiana può fare attraverso la realizzazione di gemellaggi con le realtà educative di emergenza attive nella striscia di Gaza. I Dirigenti scolastici e la comunità educante degli istituti di Pescara sono stati per questo invitati a partecipare, con una lettera aperta inviata dal nodo territoriale Docenti per Gaza Abruzzo.
Durante l’incontro sarà disponibile il “Gelato solidale” del Bar Napoli, attività storica di Pescara, che ha deciso di devolvere l’intero ricavato delle offerte per il finanziamento dei progetti ACS ONG legati all’educazione.