Avendo appreso da organi di stampa di una proposta di emendamento da portare in discussione nel prossimo Consiglio Regionale dell’Abruzzo, che propone l’istituzione o la rimodulazione di ulteriori subambiti territoriali per la gestione dei rifiuti, occorre aprire una riflessione seria e priva di contrapposizioni ideologiche. A dichiararlo sono Rita Aruffo, co-portavoce Europa Verde – AVS Abruzzo, e Alessio Monaco, capogruppo di AVS in Consiglio Regionale.
«Il punto non è stabilire se debbano esistere operatori pubblici o privati», spiegano Aruffo e Monaco, «ma come organizzare il servizio affinché il sistema abruzzese sia efficiente, economicamente sostenibile e realmente competitivo in vista della piena applicazione delle regole sulle procedure di affidamento. La normativa europea muove verso una gestione integrata, sostenibile e di prossimità, mentre le regole sugli appalti richiedono trasparenza e concorrenza effettiva, evitando configurazioni che possano restringere artificialmente il mercato».
Per i rappresentanti di AVS è fondamentale evitare che la valorizzazione delle realtà locali si trasformi in una eccessiva parcellizzazione del servizio. Più ambiti significano più strutture organizzative, più costi di coordinamento e bacini di utenza ridotti, col rischio di costruire un sistema meno attrezzato ad affrontare le gare future. Un servizio troppo piccolo diventa meno interessante per gli operatori capaci di sostenere gli investimenti necessari; al contrario, ambiti di dimensioni adeguate consentono di aggregare domanda, capacità tecnica e organizzativa.
«Sì agli ambiti provinciali, no alla proliferazione di ulteriori micro-ambiti o subambiti eccessivamente frammentati», proseguono gli esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra, specificando che deroghe dovrebbero basarsi solo su specifiche esigenze tecniche motivate. Non si tratta di comprimere l’autonomia dei territori, ma di riconoscere che la gestione dei rifiuti necessita di una dimensione adeguata per garantire economie di scala e standard omogenei.
La stessa legislazione abruzzese richiama questi obiettivi: la legge regionale n. 36 del 2013 ha istituito l’AGIR (Ambito Territoriale Unico Regionale) e stabilito che il Piano d’Ambito delimiti subambiti almeno su base provinciale, indicando tra i principi cardine proprio l’efficienza e le economie di scala.
Aruffo e Monaco evidenziano inoltre una contraddizione strategica: «L’Abruzzo sta procedendo verso una riorganizzazione del servizio idrico nella direzione di una maggiore integrazione territoriale, riducendo il numero massimo dei subambiti proprio per aumentare efficienza e capacità di investimento. È difficile e illogico sostenere una logica di aggregazione nel servizio idrico e, contemporaneamente, procedere nella direzione opposta sul ciclo dei rifiuti».
AVS chiede quindi di non procedere a una frammentazione eccessiva e di mantenere gli ambiti provinciali come riferimento dentro l’ATO regionale. Ogni eventuale articolazione interna dovrà essere verificata sulla base di dati oggettivi: popolazione servita, quantità di rifiuti, impianti disponibili, investimenti necessari e costi del servizio.
«Programmare oggi con una visione di lungo periodo significa evitare di dover correggere domani un sistema nato già troppo frammentato. L’obiettivo deve essere un servizio rifiuti più efficiente, sostenibile e competitivo, capace di costruire un reale valore per le comunità abruzzesi», concludono Rita Aruffo e Alessio Monaco.