Politica

Pescara, “Ferro di Cavallo”: Gianni Santilli replica a Domenico Pettinari

<Pettinari a caccia di voti a colpi di selfie e video, la finisca di infangare Pescara>

Pescara. <Nessuno è così ingenuo, tanto meno il sottoscritto, da non comprendere che si tratta dell’ennesima uscita a scopo elettorale che il consigliere regionale Pettinari, pur non avendo mai amministrato in questo territorio, anche per un solo giorno, mette in atto per cercare di racimolare consenso anche a discapito di verità inconfutabili>. Il vicesindaco di Pescara Gianni Santilli replica così alle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dal vicepresidente dell’assemblea regionale riguardo alle condizioni dell’immobile di via Tavo, il cosiddetto “Ferro di Cavallo”, prima sgomberato e ora in procinto di essere abbattuto. <Certo non mi aspettavo da Pettinari – ha proseguito Santilli – una qualsiasi forma di apprezzamento per lo straordinario lavoro che abbiamo portato avanti per restituire dignità a un quartiere, come quello della Madonna del Fuoco, da decenni al centro di attività illegali e controllato in passato per larga parte da malviventi senza scrupoli. E per il quale concretamente era stato fatto molto poco. Mi chiedo dove sia stato finora Pettinari. Oggi, mi dispiace per lui, c’è invece un piano di interventi chiaro, che è stato già definito, e che darà nuova vita al rione compreso tra la Tiburtina, Via Stradonetto, Via Tavo e Via Lago di Capestrano>. Dopo Pasqua, infatti, si procederà all’abbattimento dell’edificio del Ferro di Cavallo, al cui posto, nei tempi programmati, sorgeranno nuove unità immobiliari per 56 appartamenti complessivi. Non solo, ma vi saranno anche un’area verde attrezzata, uno spazio di aggregazione sociale, una piazza collegata con il campo di calcio e, poco distante, sull’altro fronte di Via Lago di Capestrano, dove sono stati abbattuti i tre palazzi inagibili di via Lago di Borgiano, “ll Passante artistico”, il Parco della Speranza e un’altra piazza con una moderna fontana. Tutto questo nel contesto della più ampia rigenerazione del quartiere, un’azione di riqualificazione urbana su cui l’amministrazione Masci ha puntato in modo particolare per un nuovo assetto dell’intero comprensorio sud-ovest della città, che ha già visto l’apertura della strada Pendolo. <Questo evidentemente non basta – ha commentato ancora l’assessore Santilli – per risparmiare ai pescaresi, e in particolare agli abitanti della Madonna del Fuoco che stanno apprezzando i nostri sforzi, i selfie e i video strampalati di Pettinari che, non contento, cerca di dare come al solito una pessima immagine di Pescara, non sazio della pubblicità nazionale negativa subita per i fatti di cronaca del passato che si sono verificati proprio al quartiere della Madonna del Fuoco>. L’asserita presenza ancora oggi di soggetti dediti allo spaccio, che si afferma siano tornati a occupare l’area esterna e gli spazi interni abbandonati del Ferro di Cavallo, sono evidentemente una questione da ascrivere alle competenze della Questura e dell’Ater. Oltretutto, le Ater sono enti pubblici di natura economica strumentali della Regione, con autonomia imprenditoriale, patrimoniale, finanziaria e contabile, ed esercitano il ruolo di gestori del patrimonio pubblico loro affidato. Sono quindi enti preposti alla costruzione e alla gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, aspetti su cui l’Amministrazione locale non può certamente mettere bocca.
<È paradossale che un esponente della Regione – conclude Santilli – rilasci simili dichiarazioni a danno di un’azienda come l’Ater, chè è un ente appunto della Regione, quando egli stesso è stato eletto dal popolo proprio in Consiglio regionale. Se ha delle accuse, a patto però che siano fondate, gli suggerirei di impegnarsi di più all’interno delle istituzioni che pure rappresenta>.

Da Palazzo di città ricordano i numeri dell’operazione al rione Madonna del Fuoco: 11milioni e 520mila euro di Fondi Cipe assegnati alla Regione Abruzzo, di cui 2milioni e 304mila euro di spettanza del Comune di Pescara per la realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria; mentre 9milioni e 216mila euro per la demolizione degli edifici in via Lago di Borgiano, la demolizione dello stabile 15 del “Ferro di Cavallo” in via Lago di Capestrano e la parziale ricostruzione di alloggi (che prima erano 120).

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