Cronaca

Economia della biodiversità, al Lavandeto di Collelongo l’evento organizzato da Adoc Abruzzo

La biodiversità come opportunità, l’agricoltura abruzzese e la ricchezza delle aree interne tra i temi del dibattito

Collelongo. Si è tenuto ieri nella suggestiva location del Lavandeto di Collelongo, in provincia dell’Aquila, l’evento organizzato da Adoc Abruzzo sull’economia della biodiversità. Hanno partecipato all’incontro, moderato dalla presidente Adoc Abruzzo Monica Di Cola, la presidente Adoc nazionale Anna Rea, il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo, il vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente, l’assessore regionale alle aree interne Mario Quaglieri, il consigliere provinciale Dino Iacutone, la sindaca di Collelongo Rosanna Salucci, i docenti e i dirigenti dell’istituto agrario “A. Serpieri” di Avezzano, l’associazione Circolarmente, l’Asvis Abruzzo, il direttore Cia L’Aquila Teramo Donato Di Marco, Michela Mastrella – capoguardia del servizio di sorveglianza del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise -, dirigenti amministrativi, imprese ed Ente Parco.

Dibattiti, laboratori e momenti conviviali per il ricco programma della giornata che ha posto l’attenzione sull’importanza della biodiversità, sulla situazione dell’agricoltura abruzzese e sulle difficoltà legate alle aree interne. “Dobbiamo sensibilizzare le persone affinché comprendano che la biodiversità gioca un ruolo fondamentale per mantenere la salute dell’uomo – ha spiegato Monica Di Cola, presidente Adoc Abruzzo – e per la prosperità del pianeta. Dobbiamo cambiare il modo in cui produciamo, usiamo e consumiamo”.

Un concetto perfettamente espresso dal Lavandeto di Collelongo, nato dall’idea di cinque amici che hanno pensato di rivalutare, nell’area di protezione esterna del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, la vocazione ancestrale del proprio territorio per l’agricoltura e l’allevamento in un’ottica innovativa e biologica, dunque nel rispetto della potenzialità produttiva locale.

“Essere qui, in questa realtà, che è un tesoro non solo per l’Abruzzo, ma per tutto il nostro Paese, è un’occasione straordinaria – ha dichiarato Anna Rea, Presidente Adoc nazionale – . Questo posto racconta che c’è bisogno di persone coraggiose ma anche di chi le sostiene fino in fondo, a partire dalla politica e le istituzioni. Ma a fare la vera differenza è la persona. I consumatori hanno un ruolo fondamentale per la valorizzazione dei nostri prodotti. Avere dei consumatori consapevoli, che pongono alla base delle proprie scelte la conoscenza dei prodotti stessi, è la scommessa del futuro. Imparare a volersi bene, scegliendo con oculatezza ciò che si consuma e a farsi rispettare è il punto di partenza per un’occupazione di qualità, per la creazione di nuove aziende e posti di lavoro. I lavandeti sono l’essenza di un’economia circolare in fiore, in cui la sostenibilità si unisce all’eccellenza dei prodotti, per soddisfare i consumatori consapevoli che desiderano profumi naturali e un’impronta ecologica . Ognuno di noi può fare la propria parte e questo fa bene all’occhio, alla mente e anche alla nostra salute e al cuore”.

La salvaguardia della biodiversità come grande opportunità per l’agricoltura delle aree interne è il concetto sostenuto dal vicepresidente e assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente: “Dobbiamo essere orgogliosi e far conoscere al mondo la qualità delle nostre tipicità e dei prodotti che caratterizzano i territori. Dobbiamo essere capaci di valorizzare quello che abbiamo e capire che queste eccellenze sono una grande opportunità per le aree interne”.

Al tema delle zone interne dell’Abruzzo si lega inevitabilmente quello delle infrastrutture. Il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo: “Il riallineamento economico tra area costiera e area interna della nostra regione è necessario per lo sviluppo del lavoro in tutte le sue sfaccettature. Dobbiamo dare agli imprenditori la possibilità di avere reti di comunicazione mobili e immobili all’altezza, dalla rete ferroviaria a quella stradale. Bisogna creare le condizioni affinché il pubblico spinga l’iniziativa del privato. Il patrimonio storico, culturale e naturale delle aree interne abruzzesi è inestimabile ma è necessario remare insieme nella stessa direzione per costruire un progetto valido che permetta, soprattutto ai giovani, di restare e investire nel proprio territorio”.

Nella giornata di ieri, oltre al dibattito che si è tenuto nel cuore del lavandeto, ci sono stati momenti dedicati al contatto con la natura e con i suoi prodotti. Gli ospiti hanno avuto modo di passeggiare lungo il sentiero delle grandi querce che collega il centro storico di Collelongo al campo di lavanda e di degustare i sapori dell’enogastronomia e della tradizione locale.

“Con l’iniziativa di ieri – conclude Monica Di Cola, presidente Adoc Abruzzo – abbiamo voluto far toccare con mano il territorio, per avvicinare in modo esperienziale i partecipanti al tema della biodiversità. Lo abbiamo fatto garantendo un contatto diretto con la natura, con i suoi colori, i suoi profumi e suoi gusti, e creando una tavola rotonda che permettesse a tutti gli attori di esprimersi e di dare degli spunti per lo sviluppo della zona e dell’intero Abruzzo. Ognuno ha portato il proprio contributo, a partire da istituzioni ed enti, dialogando su ciò che finora è stato fatto, e anche bene, e su ciò che è necessario progettare insieme per il futuro. Per non perdere la scommessa di un mondo eco sostenibile, rispettoso della natura , sano per l’uomo e conveniente per chi lo produce e chi lo consuma”.

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