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Di Stefano: “Decreto terremoto e calamità vuoto: le nostre proposte emendative per dare risposte all’Abruzzo” VIDEO

Pescara. Questa mattina l’onorevole Fabrizio Di Stefano ha esposto le proposte emendative al Decreto Legge 9 febbraio 2017.
“Il Decreto lo si riempie con dei contenuti appropriati – ha detto Di Stefano – che in parte ho provveduto a stendere e presentare in Commissione dove ho avuto dal mio gruppo la delega a rappresentarlo per portare le istanze che ritengo opportune per la nostra regione e altrettanto auspico che facciano gli stessi parlamentari abruzzesi: che si facciano delegare dai propri gruppi per entrare in Commissione e rappresentare le istanze di una regione che è stata piegata e che il Governo non ha voluto o non ha saputo cogliere perché le passeggiate di Gentiloni insieme a D’Alfonso sono state delle passerella che hanno visto sorridente il presidente D’Alfonso, ma certamente inutili. Ora bisogna che qualcuno faccia qualcosa, con questi emendamenti proponiamo uno stanziamento di 162 milioni che il Governo ha fatto per la prima utenza che invece è di soli 30 milioni di euro. Poi ritengo che bisogna attuare per l’Abruzzo un provvedimento simile che nel 2015 era stato attuato per la regione Piemonte, nominando il presidente stesso come commissario ed i sindaci ed i presidenti di Provincia sub commissari attuativi per fare fronte a tutti questi danni dell’emergenza maltempo. Penso alle strade, agli edifici pubblici danneggiati, alle attività commerciali e imprenditoriali che sono state ferme o danneggiate. Penso agli enormi danni diretti che tutte le attività imprenditoriali abruzzesi hanno avuto, ma anche a quelli indiretti: penso al turismo che è stato danneggiato in maniera fortissima. D’Alfonso non ha saputo cogliere come hanno colto i presidenti di Marche e Umbria che hanno approfittato della kermesse sanremese per pubblicizzare e valorizzare le qualità della propria regione a prezzi veramente ridicoli per quel tipo di kermesse, invece l’Abruzzo continua a fare le sue piccole operazioni di facciata senza nessuna concretezza. Occorre costituire delle zone franche urbane per la città di Teramo e per la città di Chieti per i danni che hanno avuto e che sono drammatici che continuano ad avere. C’è bisogno che il Governo ne prenda atto, i mass media nazionali continuano tutti i giorni a denunciare situazioni i frane e di difficoltà in cui l’Abruzzo versa ma il Governo sembra non accorgersene. Teramo ha anche un’altra problematica forte: quella dello spopolamento dell’Università dovuta alla contestuale emergenza del sisma e del maltempo. E allora c’è bisogno di un intervento specifico per fare in modo che si realizzi al più presto un casa dello studente in maniera tale che si favorisca la residenzialità degli studenti che oggi vanno via. Bisogna presentare gli emendamenti per la propria gente, bisogna fare squadra in Parlamento e fuori perché bisogna far sentire la voce dell’Abruzzo che il presidente D’Alfonso non vuole o non sa far sentire. E allora gli amministratori locali devono farsi sentire per far capire quanto questo inverno sia stato drammatico per l’Abruzzo e quanto c’è la necessità che in Governo serio dia una risposta concreta a queste drammaticità”.

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