Cultura e eventi

Pescara, Istituto Alberghiero ‘De Cecco’: evento con la senatrice Patty L’Abbate per Premio ‘Borsellino’

Pescara. “La nostra generazione è chiamata a un dovere fondamentale: cambiare coraggiosamente il modo di produrre, facilitare il passaggio al prodotto ecosostenibile, mettendo il cittadino in condizione di acquistare quel prodotto che deve avere un prezzo competitivo. Che significa anche rivalutare il prodotto locale, che deve tornare nel nostro carrello della spesa, scegliendo quegli alimenti che sono di stagione, quindi accettare uno stile di vita che ci torni a far apprezzare il gusto dei prodotti della terra, rivedendo per intero il sistema dell’economia circolare. E solo i ragazzi, i giovani, possono aiutarci a operare il cambiamento e vincere la sfida, perché è l’unico strumento che abbiamo per tornare a rispettare l’ambiente, contrastando anche le ecomafie”. Lo ha detto la senatrice ed economista ambientale Patty L’Abbate, protagonista, in collegamento web con gli spazi dell’Officina del Gusto, dell’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara, del terzo evento organizzato dall’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara, nell’ambito del XXV Premio Nazionale ‘Paolo Borsellino’. Presenti all’incontro, per la presentazione del libro della senatrice L’Abbate‘Una nuova Economia Ecologica’, la Dirigente dell’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ Alessandra Di Pietro, organizzatrice dell’iniziativa, ill Presidente del Parco Gran Sasso Monti della Laga Tommaso Navarra, i docenti Roberto Melchiorre e Pina Rosato, e una delegazione di 10 studenti, coordinati dalle docenti Maria Rosa De Fabritiis e Renata Di Iorio.
“Il tema della legalità è agganciato a doppio filo con quello dell’ambiente – ha sottolineato la Dirigente Di Pietro – e infatti il Premio Borsellino ha affrontato la problematica sotto diversi punti di vista, con quei testimoni impegnati in prima linea nel combattere le ecomafie, i traffici dei rifiuti tossici, i roghi della Terra dei Fuochi. E ambiente è anche un nuovo modo di fare economia, che per un Istituto Alberghiero si traduce nell’insegnare ai ragazzi a rispettare la stagionalità degli alimenti, a riscoprire la loro territorialità, principi fondamentali nell’enogastronomia come vediamo anche attraverso i grandi chef. Pensiamo a Bottura che ha creato la rete dei laboratori francescani contro lo spreco, pensiamo alla connessione tra agricoltura ed enogastronomia sostenibile”. “Occorre inaugurare un nuovo modo di concepire il nostro sistema di produzione – ha sottolineato la senatrice L’Abbate – che coinvolga le piccole e medie imprese, ma che sappia incidere soprattutto sulle grandi aziende che sono energivore, e allora il nostro impegno, anche a livello governativo e legislativo, deve puntare a intervenire sui processi di trasformazione delle materie prime sino al prodotto finito, se veramente vogliamo ridurre lo spreco di energie e risorse. Grandi passi in avanti sono stati fatti, tanto c’è ancora da fare: pensiamo che negli anni ’50-60 non c’era la sensibilità odierna nella lavorazione di prodotti chimici, non c’era la valutazione del rischio implicito nei processi, solo negli anni ’70 abbiamo iniziato a capire le problematiche connesse, soprattutto in termini di salute e così sono emerse le situazioni dell’Ilva di Taranto o di Bussi. Tocca ai ragazzi oggi essere il cambiamento per modificare il paradigma culturale, lasciandosi anche ispirare da grandi modelli di vita come Gandhi o Francesco d’Assisi”. “Oggi – ha aggiunto la docente Rosato – noi viviamo un grande paradosso in un mondo diviso a metà: metà del mondo muore di fame; l’altra metà muore per un eccesso di produzione alimentare. Almeno un terzo di quello che si produce non ci serve e abbiamo miliardi di sprechi e fa tremare pensare che metà inquinamento del mondo serve per produrre il nostro cibo, metà del quale finisce nella spazzatura”. “L’altra grande sfida – ha aggiunto il Presidente Navarra – è rendere competitivo il costo dell’energia sostenibile, dell’energia alternativa, che significa diritto alla salute e spetta ai ragazzi evitare che in futuro continui a esserci il gap tra il diritto al lavoro e diritto alla salute. Per troppo tempo qualcuno ha fatto finta di non vedere lo scandalo di Bussi perché comunque quell’inquinamento faceva capo a un’azienda che dava lavoro e dunque non poteva essere contrastata, ci sono volute 120mila pagine e anni di processi per stabilire le prime responsabilità. E allora i nostri giovani oggi devono avere le idee chiare: il diritto alla salute non è barattabile con il lavoro e va demolita la dinamica dell’uomo stakanovista per il quale, in funzione del lavoro, tutto è ammissibile. Come diceva Borsellino, dobbiamo sempre evitare il ‘puzzo del compromesso’”. A fine incontro, la Dirigente Di Pietro ha distribuito a tutti gli studenti della scuola le borraccette in alluminio realizzate dal Premio Borsellino contro l’uso della plastica. Gli studenti che hanno preso parte all’evento sono i ragazzi delle classi quinte di Enogastronomia sezioni A e E, ovvero: Caterina Grossi, Ludovica Marusco, Emanuele Piattelli, Marcello Naccarella, Virginia Marinache, Melania Pizzica, Francesco Ferrari, Federico Renzetti, Diego Palusci, Rosa Vecere.

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