Politica

Rete ospedaliera, M5S: “Arriva l’ennesimo annuncio sull’approvazione di un documento mai visto in Consiglio e che rimanda le decisioni spinose a 36 mesi”

L’Aquila. “Per l’ennesima volta il Presidente Marsilio e l’Assessore Verì propagandano a mezzo stampa l’approvazione della Rete Ospedaliera da parte dei tecnici del ministero. Ancora una volta, però, tutti i carteggi rimangono solo in mano alla Giunta che ha scientemente deciso di sorpassare, violando le norme per l’iter di approvazione, il Consiglio regionale. Si tengono quindi all’oscuro dei contenuti le opposizioni, ma clamorosamente anche la stessa maggioranza di centrodestra, i cui consiglieri evidentemente per l’Assessore e per il Presidente sono poco più che pigiatori di bottoni. E soprattutto si lasciano numerosi dubbi ai cittadini che, al netto del poco che è stato pubblicato sulla stampa, non sanno ancora quali reparti e prestazioni saranno garantite nelle loro zone, e con quali modalità.

Visti i numerosi annunci, che poi si sono dimostrati un buco nell’acqua, e consapevoli della sovranità del Consiglio regionale, e dell’importanza di rendere edotti gli abruzzesi su manovre di cui saranno i primi fruitori, riteniamo indispensabile che l’Assessore venga in Commissione Sanità a mostrarci i carteggi attinenti l’approvazione da parte del tavolo ministeriale e soprattutto venga a relazionarci sul contenuto della Rete. Sia chiaro che se la Giunta di centrodestra si aspetta che il Movimento 5 Stelle voterà al buio un documento di fondamentale importanza, che blinda le prestazioni nella sanità abruzzese per i prossimi anni, si sbaglia di grosso. Noi non siamo pigiatori di bottoni e non lo saremo mai” ad affermarlo è il Capogruppo del M5S Francesco Taglieri, che continua “La Rete Ospedaliera è un atto di programmazione che avrebbe dovuto essere approvato già nei primi anni di insediamento del centrodestra e attuato nel corso della legislatura, ma questa Giunta arriva in zona cesarini all’approvazione di un documento, anzi di un mezzo documento, che rimanda le questioni spinose e più divisive, come per esempio la definizione dei DEA di Secondo livello, a 36 mesi per la decisione. I più maliziosi potrebbero pensare che si tratti di un tempo calcolato ad hoc per sorpassare le prossime elezioni regionali senza prendere decisioni scomode e lasciare ancora in balia dell’incertezza strutture e reparti, nella speranza che nessuno si senta “escluso” prima di recarsi alle urne. Non presteremo il fianco a questi giochini elettorali, ben consapevoli che quella che oggi definiscono una Rete “approvata” dal tavolo ministeriale non è immune da modifiche e rivisitazioni che, come altre decisioni, potrebbero essere rimandate a urne chiuse. Non permetteremo che si faccia becera propaganda, soprattutto su un tema di fondamentale importanza come quello dell’accesso alle cure e del diritto alla salute” conclude.

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