Politica

Elezioni comunali, le richieste al futuro sindaco da un’indagine fra gli iscritti all’Ordine degli Architetti di Pescara

Pescara. Attraverso un’indagine, l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Pescara, ha proposto ai propri iscritti di esprimere pensieri, idee e visioni con lo sguardo tecnico e propositivo proprio dell’architetto.

I professionisti coinvolti, attraverso l’individuazione di spazi, luoghi, edifici o contesti hanno delineato alcune tematiche prioritarie ed urgenti sulle quali intervenire. L’obiettivo è stato quello di costruire insieme un documento condiviso e partecipato da proporre al futuro primo cittadino con la speranza che i suoi contenuti possano essere di stimolo per avviare una riflessione realmente partecipata con tutti i cittadini e i portatori di interesse.

Quattro le macro aree di interventi individuate:

Mobilità sostenibile multimodale

Gli architetti auspicano una revisione del piano della mobilità con uno studio approfondito delle connessioni tra i comuni che saranno conurbati a breve. “Il tutto – commentano dall’ordine di Pescara – nella prospettiva di creare una città in linea con le direttive mondiali di mobilità sostenibile e di contenimento dell’inquinamento atmosferico urbano e del fenomeno delle isole di calore”. Gerarchia dei modi di trasporto, dunque, con al primo posto il pedone, la bici, il trasporto pubblico, la circolazione veicolare, con il traffico allontanato dal mare e dall’abitato, estese pedonalizzazioni, incentivazione del trasporto pubblico urbano, Zone 30 negli abitati, parcheggi di scambio e valorizzazione della ferrovia o della metropolitana leggera come mezzo di trasporto privilegiato tra gli assi Francavilla-Pescara-Montesilvano e Pescara-Chieti Scalo.

Verde urbano

“La forestazione per un verde urbano non più solo decorativo ma funzionale all’innalzamento della qualità ambientale dell’intera area metropolitana” così si esprimono dall’ordine. E ancora: “La progettazione e lo sviluppo delle aree verdi urbane può avvenire attraverso interventi di forestazione delle aree libere. Un piano delle alberature che porti alla formazione di corridoi ecologici di collegamento tra parchi e servizi attraverso infrastrutture ciclopedonali di connessione alberate”.

Area di risulta

Un’area che è da sempre sotto l’attenzione dei cittadini e delle amministrazioni passate, ma che non ha mai visto definitivamente una nuova connotazione se non quella di parcheggio. “Un luogo che potrebbe diventare quello maggiormente rappresentativo e identitario della città – dicono dall’ordine -. Un grande polmone verde alberato destinato all’accoglienza, alla cultura, ai servizi per la collettività e che riesca a far emergere l’identità adriatica di Pescara e la sua anima contemporanea di città di relazioni e vicina al proprio territorio”.

Il fiume e il lungo fiume

Pescara, città di mare e di fiume, che ritrova in essi identità, significato e forma. “Il viadotto dell’asse attrezzato e il lungofiume sottostante potrebbero costituire una porta finalmente consapevole della città, se trattati con una visione unitaria, coraggiosa ma leggera e non episodica, sia in termini progettuali che artistici” commentano gli architetti. Il lungofiume potrebbe diventare un ulteriore asse di sviluppo, alternativo al lungomare e donare alla città nuovi spazi collettivi per la cultura, per la socialità ed il tempo libero.

La visione che gli architetti hanno sul futuro di Pescara è sicuramente quella che mette al centro il cittadino e che sa guardare al domani. Una città sostenibile, inclusiva e accessibile per tutti: disabili, anziani, bambini. Una città che abbia il coraggio di rimettere in discussione scelte contrarie a questa visione, come i nuovi uffici della regione nell’area di risulta o la previsione di barriere volumetriche che ostacolano l’accesso al mare. Una città con una mobilità pubblica innovativa, efficiente, pulita e un’architettura integrata con la natura e il paesaggio urbano. Una città che sa sfruttare le proprie potenzialità e riesce a rispondere alle sfide che il futuro le riserva.

“Con queste riflessioni – concludono gli architetti della Provincia di Pescara – non abbiamo la presunzione di imporre idee ma l’auspicio di essere finalmente considerati degli interlocutori competenti sui temi dello sviluppo urbano e di essere coinvolti nella riflessione sulle future scelte architettoniche e urbane da qualsiasi amministrazione verrà eletta”.

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